sabato 20 febbraio 2021

22 ICASTICHE LOCUZIONI 20.2.21

 

22 ICASTICHE LOCUZIONI 20.2.21

1.O PATATERNO 'NZERRA 'NA PORTA I ARAPE 'NU PURTONE.

Il Signore Iddio se chiude una porta, apre un portoncino - Cioè: ti dà sempre una via di scampo

2.NUN TENÉ PILE 'NFACCIA E SFOTTERE Ô BARBIERE

 Ad litteram:Non aver peli in volto e infastidire il barbiere, ma piú esattamente: esser tanto presuntuosi al punto che mancando degli elementi essenziali per far alcunchè ci si erge ad ipercritico e spaccone o si infastidisca il proprio prossimo.

3.È GGHIUTO 'O CCASO 'A SOTTO I 'E MACCARUNE 'A COPPA.

È finito il cacio sotto e i maccheroni al di sopra. Cioè: si è rivoltato il mondo; infatti  il cacio deve guarnir dal di spra i maccheroni, non far loro da strame!

4.À FATTO MARENNA A SSARACHIELLE.

À fatto merenda con piccole aringhe affumicate - Cioè: si è dovuto accontentare di ben poca cosa.

5.FÀ LL'ARTE 'E MICHELASSO: MAGNÀ, VEVERE E GGHÍ A SPASSO.

Fare il mestiere di Michelaccio:mangiare, bere e andar bighellonando - cioè la quintessenza del dolce far niente...

6.SO' GGHIUTE 'E PRIEVETE 'NCOPP'Ô CAMPO

Sono scesi a giocare a calcio i preti - Cioè: è successa una confusione indescrivibile:i preti un tempo  erano costretti a giocare a calcio  indossando la lunga talare che contribuiva a render difficili le operazioni del giuoco..., causando disordine, caos, baraonda, scompiglio.

7.NUN VULÉ NÈ TTIRÀ, NÈ SCURTECÀ...

Non voler né tendere, né scorticare - Cioè: non voler assumere alcuna responsabilità, come certi operai conciatori di pelle quando non volevano né mantener tese le pelli, né procedere alla loro  scuoiatura.

8.ACCUNCIARSE QUATT' OVE DINTO A 'NU PIATTO.

Sistemarsi quattro uova in un piatto - cioè:assicurarsi una comoda rendita di posizione, magari a danno di altra persona (per solito la porzione canonica di uova è in numero di due...).

9.FARSE 'NU PURPETIELLO.

Bagnarsi fino alle ossa come un piccolo polpo tirato su grondante d'acqua.

10.JÍ A PPÈRE 'E CHIUMMO.

Andare con i piedi di piombo - Cioè: con attenzione e cautela.

11.TENÉ'A SCIORTA 'E MARIA VRENNA.

Avere la sorte di Maria Di Brienne - Cioè:perder tutti propri beni ed autorità come accadde a Maria di Brienne sfortunata consorte di Ladislao di Durazzo, ridotta alla miseria alla sua morte (1414) dalla di lui sorella Giovanna II succedutagli sul trono.

12.JÍ Ô BATTESIMO, SENZA CRIATURA.

Recarsi a battezzare un bimbo senza portarlo... - Cioè comportarsi in maniera decisamente errata, mettendosi nella situazione massimamente avversa all'opera che si vorrebbe intraprendere.

13.PARE CA S''O ZUCANO 'E SCARRAFUNE...

Sembra che se lo succhino gli scarafaggi.- È detto di persona cosí smunta e rinsecchita da sembrar che abbia perduto la propria linfa vitale preda degli scarafaggi, notoriamente avidi di liquidi.

14.ABBRUSCIÀ 'O PAGLIONE...

Incendiare il pagliericcio - Cioè darsi alla fuga, alla latitanza, lasciando dietro di sé terra bruciata, come facevano le truppe sconfitte che pur di non lasciar nulla ai vincitori  incendiavano i propri accampamenti, dandosi alla fuga.(id est:procurare un danno definitivo).

15.ÒGNE SCARRAFONE È BBELLO A MMAMMA SOJA...

Ogni blatta(per schifosa che sia)è bella per la sua genitrice - Ossia: per ogni autore la sua opera è bella e meritevole di considerazione.

16.S’È AUNITO, ‘A FUNICELLA CORTA I ‘O STRUMMOLO A TIRITEPPE…

Si sono uniti lo spago corto e la trottolina scentrata - Cioè si è verificata l'unione di elementi negativi che compromettono la riuscita di un'azione...

17.CHI SAGLIE ‘NCOPP’Ê CCORNA ‘E CHILLO, PO’ DDÀ ‘A MANO Ô PATATERNO.

Chi si inerpica sulle corna di quello, può stringer la mano al Signore -(tanto sono alte...)- Espressione divertente ed iperbolica  per indicare un uomo molto tradito dalla moglie.

18.QUANNO 'O DIAVULO TUOJO JEVA Â SCOLA, 'O MIO ERA MASTO.

Quando il tuo diavolo era scolaro, il mio era maestro - Cioè: non credere di essermi superiore in intelligenza e perspicacia.

19.'O CANE MOZZECA Ô STRACCIATO.

Il cane assale chi veste dimesso - Cioè: il destino si accanisce contro il diseredato.

20.TRE SONGO 'E PUTIENTE:'O PAPA, 'O RRE E CCHI NUN TÈNE NIENTE...

Tre sono i potenti della terra:il papa, il re e chi non possiede nulla: il papa quale unico rappresentante di Cristo in terra, à sotto la sua autorità spirituale l’intera Comunità dei credenti; il Re in un regime monocratico è la massima autorità dispensatore di leggi ed ordini a tutti i governati; chi non è in possesso di alcun bene non può temere il furto o d’essere invitato a conferire  elargizioni od aiuti.

21.Ė GGHIUTA ‘A FESSA 'MMANO Ê CCRIATURE, 'A CARTA 'E MUSICA 'MMANO Ê BBARBIERE, 'A LANTERNA 'MMANO Ê CECATE...

La vulva è finita nelle mani dei/delle bambini/e, lo spartito musicale in mano ai barbieri, la lanterna nelle mani dei ciechi.La colorita espressione viene usata con senso di disappunto, quando qualcosa di importante finisca in mani inesperte od inadeguate che pertanto non possono apprezzarla ed usare al meglio, come accadrebbe nel caso del sesso finito nelle mani dei/delle fanciulli/e od ancóra come l'incolto barbiere alle prese con uno spartito musicale o un cieco cui fosse affidata una lanterna che di per sé dovrebbe rischiarare l'oscurità.

 22. LL’AMMORE NUN VO’ PENZIERE!

Ad litteram: L’amore non vuol pensieri, seu preoccupazioni.

Stringata, perentoria locuzione che ricamando l’amore inteso nel senso materiale del coito intende rammentare che non c’è   attività, soprattutto quelle dilettevoli, che si possa principiare  o esser portata a compimento se non in presenza di una mente sgombra    di ansie, apprensioni, inquietudini che possono risultare  deterrenti ed inibitorie.

Brak

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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