PASTA E CAVOLFIORE ALL’USO ANTICO
Ingredienti e dosi per 6 persone
1 cavolfiore napoletano bianco di media grandezza o due piccoli,
5 o 6 filetti d'acciuga (sotto sale o sott'olio o, in mancanza d'altro, pasta d'acciughe in eguale peso),
500 grammi di pasta mista o pasta corta,
1 bicchiere d'olio d'oliva e.v. p. s. a f.,
2 spicchi d'aglio mondati e schiacciati,
1 pizzico di peperoncino rosso macinato (non polvere),
2 pomidoro tipo Roma o san Marzano sbollentati, pelati e tagliati a cubetti,
sale grosso un pugno + una presa,
pepe nero q.s.
100 gr. di formaggio pecorino di cui la metà grattugiato e l’altra metà tagliata in cubetti da cm. 0,5 di spigolo,
5 cucchiai di pane grattugiato,
1 cotenna di prosciutto di maiale ricca di grasso,o in alternativa 2 etti e mezzo di strutto,
1 ciuffo di prezzemolo lavato, asciugato e tritato finemente.
Preparazione:
Liberate il cavolo dalle foglie, tagliatelo seguendo la struttura delle infiorescenze e mettetelo a lavare in acqua e bicarbonato per non più di 15 minuti, sciacquate e sgocciolate in uno scolapasta, e lessatelo per non piú di 10 o 15 minuti in acqua bollente salata. In una pentola larga e bassa versate l'olio, aggiungete gli spicchi d’aglio mondato e schiacciato , il peperoncino, le acciughe o la pasta d'acciughe.
Quando l'aglio comincia a soffriggere, rompete con un cucchiaio di legno i filetti d'acciuga, che si scioglieranno rapidamente. A questo punto mettete il cavolo lessato ed affettato,aggiungete i cubetti di pomidoro, salate ad libitum col sale grosso e rigirate per qualche minuto. (Nel frattempo mettete a bollire l'acqua salata (8 litri) per cuocere la pasta). Lasciar proseguire la cottura dei cavoli a fuoco lento per 10 minuti. con il cucchiaio di legno rompete le infiorescenze del cavolo, rimestate e ricoprite. (Nell'altra pentola, non appena l'acqua bolle, calate la pasta e colatela a metà cottura). Dopo altri venti minuti togliete nuovamente il coperchio al tegame con il cavolo in cottura e rompete ulteriormente le infiorescenze. Oramai dovrebbe essere ridotto tutto ad una gustosa poltiglia, versatevi la pasta a metà cottura, aggiungete il pecorino a cubetti ed il pane grattugiato e rimestando lasciate cuocere per altri cinque minuti. Alla fine aggiungete il trito di prezzemolo e versate il tutto in una zuppiera facendo riposare per circa 2 ore. Mezz’ora prima di servire in tavola, porre a fuoco vivacissimo una padella di ferro nero unta a fondo con la cotenna di maiale o con lo strutto , fatela riscaldare fino a che diventi quasi ardente e ponetevi un mestolo (porzione singola) della minestra riposata, spolverizzate di pecorino e rimestando con un cucchiaio di legno fate arsicciare a fondo la pasta e cavolo; ripetere l’operazione per ogni singola porzione, ungendo ancora ripetutamente di strutto la padella.
Servire calda di padella con una generosa spolverata di pepe nero.
Vini: Corposi vini rossi campani (Solopaca, Aglianico, Piedirosso, Taurasi) serviti a temperatura ambiente.
mangia Napoli, bbona salute e scialàteve!
raffaele bracale
sabato 2 ottobre 2010
RIGATONI AL PROVOLONE PICCANTE ETC.
RIGATONI AL PROVOLONE PICCANTE CON VERDURE STUFATE
Ingredienti e dosi per 6 persone:
6 etti di rigatoni,
sale grosso un pugno + due prese,
5 etti. di zucchine verdi e sode piccolissime,spuntate, lavate asciugate e troncate in pezzi da 2 cm.,
3 etti di carote novelle spuntate, grattate, lavate asciugate e troncate in pezzi da 2 cm.,
2 etti di fagiolini,
24 fiori di zucca mondati, privati del pistillo, lavati ed asciugati 2 etti di pisellini freschi o sugelati,
3 spicchi d’aglio mondati e tritati finemente,
un cucchiaio di semi di finocchio,
una grossa cipolla dorata mondata e tritata,
una costa di sedano verde mondata e tritata,
due peperoncini piccanti lavati asciugati, privati di piccioli e corone e incisi longitudinalmente, ma non seperati,
2 bicchieri d’olio d’oliva e.v. p. s. a f.,
3 etti di provolone piccante divisi in cubetti da ½ cm. di spigolo,
sale fino q.s.,
pepe decorticato macinato a fresco q.s.
procedimento
Lavare e pulire tutte le verdure escluso i pisellini e sbollentarle per 5 minuti circa in acqua salata (una presa di sale grosso) ,scolarle e tagliarle a tocchetti e farle rosolare per 5 minuti circa in una padella antiaderente con un bicchiere d’olio,uno spicchio d’aglio mondato e tritato, i piselli, una presa di sale grosso, i peperoncini ed una macinata a fresco di pepe decorticato; aggiungere mezzo bicchiere di acqua bollente e fare cuocere a fuoco medio per ulteriori 10 minuti; nel frattempo far rosolare in un padellino per qualche minuto in mezzo bicchiere d’olio ed un aglio mondato e tritato, i fiori di zucca mondati, privati del pistillo, lavati ed asciugati insieme ai semi di finocchio; regolare di sale fino e mantenere in caldo.
A questo punto lessare al dente in abbondante acqua(8 litri) salata (pugno di sale grosso) i rigatoni, sgrondarli e trasferli in una zuppiera calda dove andranno súbito irrorati con l’olio residuo riscaldato ed aromatizzato a 70° con uno spicchio d’aglio tritato, ed addizionati prima dei cubetti di provolone e poi delle verdure stufate e del loro fondo di cottura; rimestare, cospargere abbondantemente di pepe decorticato macinato a fresco ed impiattare questi gustosi rigatoni, guarnendo ogni porzione con quattro fiori di zucca.
Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute e scialàteve!
raffaele bracale
Ingredienti e dosi per 6 persone:
6 etti di rigatoni,
sale grosso un pugno + due prese,
5 etti. di zucchine verdi e sode piccolissime,spuntate, lavate asciugate e troncate in pezzi da 2 cm.,
3 etti di carote novelle spuntate, grattate, lavate asciugate e troncate in pezzi da 2 cm.,
2 etti di fagiolini,
24 fiori di zucca mondati, privati del pistillo, lavati ed asciugati 2 etti di pisellini freschi o sugelati,
3 spicchi d’aglio mondati e tritati finemente,
un cucchiaio di semi di finocchio,
una grossa cipolla dorata mondata e tritata,
una costa di sedano verde mondata e tritata,
due peperoncini piccanti lavati asciugati, privati di piccioli e corone e incisi longitudinalmente, ma non seperati,
2 bicchieri d’olio d’oliva e.v. p. s. a f.,
3 etti di provolone piccante divisi in cubetti da ½ cm. di spigolo,
sale fino q.s.,
pepe decorticato macinato a fresco q.s.
procedimento
Lavare e pulire tutte le verdure escluso i pisellini e sbollentarle per 5 minuti circa in acqua salata (una presa di sale grosso) ,scolarle e tagliarle a tocchetti e farle rosolare per 5 minuti circa in una padella antiaderente con un bicchiere d’olio,uno spicchio d’aglio mondato e tritato, i piselli, una presa di sale grosso, i peperoncini ed una macinata a fresco di pepe decorticato; aggiungere mezzo bicchiere di acqua bollente e fare cuocere a fuoco medio per ulteriori 10 minuti; nel frattempo far rosolare in un padellino per qualche minuto in mezzo bicchiere d’olio ed un aglio mondato e tritato, i fiori di zucca mondati, privati del pistillo, lavati ed asciugati insieme ai semi di finocchio; regolare di sale fino e mantenere in caldo.
A questo punto lessare al dente in abbondante acqua(8 litri) salata (pugno di sale grosso) i rigatoni, sgrondarli e trasferli in una zuppiera calda dove andranno súbito irrorati con l’olio residuo riscaldato ed aromatizzato a 70° con uno spicchio d’aglio tritato, ed addizionati prima dei cubetti di provolone e poi delle verdure stufate e del loro fondo di cottura; rimestare, cospargere abbondantemente di pepe decorticato macinato a fresco ed impiattare questi gustosi rigatoni, guarnendo ogni porzione con quattro fiori di zucca.
Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute e scialàteve!
raffaele bracale
venerdì 1 ottobre 2010
PERCIATELLI SACICCE E FRIJARIELLE
PERCIATELLI SACICCE E FRIJARIELLE
dosi per 6 persone
600g. di perciatelli spezzettati in pezzi di 4 cm,
1 kg. di Frijarielli o in mancanza di Broccoletti,
10 rocchi di salsiccia(a punta di coltello) spellati e sgranati, 1 cucchiaio di semi di finocchio,
un cucchiaio di sugna,
un bicchiere di vino bianco secco,
3 Spicchi d’aglio,
50g. di Pinoli,
50g. Uvetta Sultanina –
6 acciughe dissalate, lavate e spinate o equivalenti filetti d’acciuga sott’olio –
2 peperoncini piccanti, privati del picciolo ed aperti longitudinalmente, ma non divisi,
1 gran ciuffo di menta lavato, asciugato e tritato finemente,
100g di Formaggio Pecorino,
1 bicchiere e mezzo d’Olio D'oliva e.v.p.s. a f.,
sale doppio due pugni
Sale fino alle erbette, Pepe bianco, cannella in polvere q.s.
procedimento
Mondare i frijarielle (o i broccoletti) conservando solo le cime ed i fusti piú sottili; lessarli brevemente in acqua salata(un pugno di sale grosso) e scolarli molto al dente. Sbucciare due spicchi d'aglio, tritarli finemente e farli rosolare in una padella con un bicchiere di olio ed i peperoncini piccanti, privati del picciolo ed aperti longitudinalmente,ma non divisi; unirvi i frijarielli lessati molto al dente e farli insaporire. Aggiungere le acciughe, i pinoli e l'uvetta ammorbidita nell'acqua calda e strizzata. Unire una presa di sale e un pizzico di pepe. Nel frattempo in un’altra padella di ferro nero o in un recipiente di coccio con uno spicchio d'aglio intero, mondato e schiacciato, sciogliere e mandare a temperatura il cucchiaio di sugna ed un bicchiere di olio; lasciar soffriggere per qualche minuto, indi eliminare l'aglio, unire le salsicce sgranate, aggiungere del pepe,i semi di finocchio e la cannella, bagnare con il vino , farlo evaporare, indi incoperchiare e lasciare cuocere a fuoco basso per circa mezz’ora; al termine; Il sugo non dovrà risultare assolutamente denso; se dovesse occorrere aggiungere dell’acqua bollente ed alla fine eventualmente(ma non dovrebbe esser necessario) regolare di sale;
Lessarere i perciatelli al dente (in molta acqua salata con un pugno di sale grosso), scolarli, condirli con la salsiccia rosolata, il fondo di cottura relativo ed il formaggio grattugiato, unire i frijarielle, cospargere con il trito di menta,abbondante pepe decorticato, mescolare e servire caldi di fornello questi gustosissimi perciatelli.
Nota
1. Per questa ricetta è essenziale usare pasta del tipo perciatelli che sono (con derivazione dal verbo percià dall’ant. fr. percier= bucare), i bucatini napoletani.
Qualcuno usa impropriamente i vermicelli (che etimologicamente è un derivato diminutivo del lat. vermen) qualche altro improvvido addirittura gli spaghetti(etimologicamente è un derivato diminutivo del lat. spacum) che sono di trafila piú sottile e dunque meno saporita, che sono altresí assolutamente da evitare per questa ricetta.
2. I broccoletti fanno parte della famiglia delle Crucifere, la specie a cui appartengono è la Brassica Oeracea, divisa in molte varietà. Quella che a noi interessa, di origine mediterranea, è quella appunto dei broccoletti, ma in particolare ci interessa la varietà napoletana detta frijarielle (da friggere) varietà che si distingue dalle altre per il tipico sapore leggermente amarognolo (gradevolmente amaro).
Di solito i frijarielle napoletani vengono cotti direttamente a crudo (senza preventiva lessatura) in olio, aglio e peperoncino piccante e vengono fritti usando un tegame di ferro nero provvisto di coperchio; per la preparazione di cui dico i broccoletti o i frijarielli vengono invece dapprima inteneriti lessandoli brevemente in poca acqua salata e poi son ripassati in padella come ò detto.
Il nome di broccoletto deriva dal latino Broccus che significa germoglio. Sono caratterizzati da fusto corto, foglie ondulate di colore verde intenso. Nel centro si trovano dei piccoli fiori immaturi che costituiscono le cime; qui e là, quando la verdura è ben matura si trovano dei piccoli fiori gialli che a malgrado siano edibili, è meglio eliminare.
Il nome frijariello= da soffriggere che è inutile, scorretto e maldestro tentar di rendere in italiano con un inconferente friggiarello (come pure talvolta mi è occorso d’udire in taluni programmi televisivi) è un deverbale di frijere ( dal lat. frigere di origine onomatopeica) = friggere
Le Varietà piú diffuse di broccoletti sono:
• il Bianco;
• il Precoce di Verona;
• il Grosso romanesco;
• il Violetto siciliano;
• il Bronzino di Albenga;
• il Calabrese
• il Napoletano (frijariello)
• Per la preparazione, qualora non fosse possibile fornirsi degli atentici frijarielle, si potranno scegliere il broccoletto bianco;il precoce di Verona;il grosso romanesco;il Violetto siciliano,il Bronzino di Albenga o il Calabrese, ma sarà comunque un ripiego giacché il risultato migliore si otterrà con il broccoletto napoletano (frijarielle).
Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute, scialàteve e facíteve ‘a scarpetta !
raffaele bracale
dosi per 6 persone
600g. di perciatelli spezzettati in pezzi di 4 cm,
1 kg. di Frijarielli o in mancanza di Broccoletti,
10 rocchi di salsiccia(a punta di coltello) spellati e sgranati, 1 cucchiaio di semi di finocchio,
un cucchiaio di sugna,
un bicchiere di vino bianco secco,
3 Spicchi d’aglio,
50g. di Pinoli,
50g. Uvetta Sultanina –
6 acciughe dissalate, lavate e spinate o equivalenti filetti d’acciuga sott’olio –
2 peperoncini piccanti, privati del picciolo ed aperti longitudinalmente, ma non divisi,
1 gran ciuffo di menta lavato, asciugato e tritato finemente,
100g di Formaggio Pecorino,
1 bicchiere e mezzo d’Olio D'oliva e.v.p.s. a f.,
sale doppio due pugni
Sale fino alle erbette, Pepe bianco, cannella in polvere q.s.
procedimento
Mondare i frijarielle (o i broccoletti) conservando solo le cime ed i fusti piú sottili; lessarli brevemente in acqua salata(un pugno di sale grosso) e scolarli molto al dente. Sbucciare due spicchi d'aglio, tritarli finemente e farli rosolare in una padella con un bicchiere di olio ed i peperoncini piccanti, privati del picciolo ed aperti longitudinalmente,ma non divisi; unirvi i frijarielli lessati molto al dente e farli insaporire. Aggiungere le acciughe, i pinoli e l'uvetta ammorbidita nell'acqua calda e strizzata. Unire una presa di sale e un pizzico di pepe. Nel frattempo in un’altra padella di ferro nero o in un recipiente di coccio con uno spicchio d'aglio intero, mondato e schiacciato, sciogliere e mandare a temperatura il cucchiaio di sugna ed un bicchiere di olio; lasciar soffriggere per qualche minuto, indi eliminare l'aglio, unire le salsicce sgranate, aggiungere del pepe,i semi di finocchio e la cannella, bagnare con il vino , farlo evaporare, indi incoperchiare e lasciare cuocere a fuoco basso per circa mezz’ora; al termine; Il sugo non dovrà risultare assolutamente denso; se dovesse occorrere aggiungere dell’acqua bollente ed alla fine eventualmente(ma non dovrebbe esser necessario) regolare di sale;
Lessarere i perciatelli al dente (in molta acqua salata con un pugno di sale grosso), scolarli, condirli con la salsiccia rosolata, il fondo di cottura relativo ed il formaggio grattugiato, unire i frijarielle, cospargere con il trito di menta,abbondante pepe decorticato, mescolare e servire caldi di fornello questi gustosissimi perciatelli.
Nota
1. Per questa ricetta è essenziale usare pasta del tipo perciatelli che sono (con derivazione dal verbo percià dall’ant. fr. percier= bucare), i bucatini napoletani.
Qualcuno usa impropriamente i vermicelli (che etimologicamente è un derivato diminutivo del lat. vermen) qualche altro improvvido addirittura gli spaghetti(etimologicamente è un derivato diminutivo del lat. spacum) che sono di trafila piú sottile e dunque meno saporita, che sono altresí assolutamente da evitare per questa ricetta.
2. I broccoletti fanno parte della famiglia delle Crucifere, la specie a cui appartengono è la Brassica Oeracea, divisa in molte varietà. Quella che a noi interessa, di origine mediterranea, è quella appunto dei broccoletti, ma in particolare ci interessa la varietà napoletana detta frijarielle (da friggere) varietà che si distingue dalle altre per il tipico sapore leggermente amarognolo (gradevolmente amaro).
Di solito i frijarielle napoletani vengono cotti direttamente a crudo (senza preventiva lessatura) in olio, aglio e peperoncino piccante e vengono fritti usando un tegame di ferro nero provvisto di coperchio; per la preparazione di cui dico i broccoletti o i frijarielli vengono invece dapprima inteneriti lessandoli brevemente in poca acqua salata e poi son ripassati in padella come ò detto.
Il nome di broccoletto deriva dal latino Broccus che significa germoglio. Sono caratterizzati da fusto corto, foglie ondulate di colore verde intenso. Nel centro si trovano dei piccoli fiori immaturi che costituiscono le cime; qui e là, quando la verdura è ben matura si trovano dei piccoli fiori gialli che a malgrado siano edibili, è meglio eliminare.
Il nome frijariello= da soffriggere che è inutile, scorretto e maldestro tentar di rendere in italiano con un inconferente friggiarello (come pure talvolta mi è occorso d’udire in taluni programmi televisivi) è un deverbale di frijere ( dal lat. frigere di origine onomatopeica) = friggere
Le Varietà piú diffuse di broccoletti sono:
• il Bianco;
• il Precoce di Verona;
• il Grosso romanesco;
• il Violetto siciliano;
• il Bronzino di Albenga;
• il Calabrese
• il Napoletano (frijariello)
• Per la preparazione, qualora non fosse possibile fornirsi degli atentici frijarielle, si potranno scegliere il broccoletto bianco;il precoce di Verona;il grosso romanesco;il Violetto siciliano,il Bronzino di Albenga o il Calabrese, ma sarà comunque un ripiego giacché il risultato migliore si otterrà con il broccoletto napoletano (frijarielle).
Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute, scialàteve e facíteve ‘a scarpetta !
raffaele bracale
GEMELLI PICCANTI CON CREMA DI RUCOLA
GEMELLI PICCANTI CON CREMA DI RUCOLA
Nota
I gemelli menzionati in questa ricetta sono un tipico, gustoso formato di pasta corta risultante quasi dall’intreccio di due fusilli lunghi bucati, poi troncati in pezzi di ca 4 cm. cadauno; l’intreccio fa sí che quando tale pasta sia lessata al dente resti decisamente, ma gustosamente croccante. Tale tipo di pasta si adatta a svariate preparazioni; questa volta verranno gustosamente conditi con una salsetta piccante,addizionati di prosciutto cotto e provolone piccante ed adagiati su di uno specchio di crema di rucola. Con il sostantivo f.le rucola ( che è un derivato di ruca addizionato del suff. lat. diminutivo f.le ola (cfr.il m.le olus) si indica regionalmente quell’erba aromatica lievemente piccante che si mangia da sola o si mescola con l'insalata cruda (fam. Crocifere) che in italiano prende il nome di ruchetta; sia rucola che rughetta, come visto, sono un derivato di ruca che a sua volta è dal lat. Lat. (e)ruca(m) 'bruco', poi 'ruchetta', perché la peluria che ricopre lo stelo dell’erba aromatica/insalatina, ricorda il corpo villoso del bruco.
ingredienti e dosi per 6 persone
6 etti di gemelli,
1 bicchiere di olio d’oliva e.v. p, s. a f.,
2 spicchi d’aglio mondati e tritati finemente,
sale doppio un pugno,
2 peperoncini piccanti lavati, asciugati, privati di picciolo e corona ed incisi vertilmente senza separare le due parti,
pepe decorticato macinato a fresco q.s.,
pan grattato q.s.
3 etti di prosciutto cotto in cubetti da 1 cm. di spigolo,
3 etti di provolone piccante in cubetti da 1/2 cm. di spigolo,
Per la crema di rucola
12 fascetti di rucola piccante,
1 bicchiere e mezzo di olio d’oliva e.v.p. s. a f.,
il succo filtrato di un limone non trattato,
1 etto di gherigli di noci,
½ etto di pinoli tostati,
2 spicchi d’aglio mondati e tritati,
sale fino e pepe nero q.s.
procedimento
Cominciamo con l’approntare una morbida e spumosa crema di rucola mondando e lavando la rucola e tagliandone via i gambi troppo lunghi e meno teneri.
Una volta asciugata mettiamola in un mixer con lame da umido , con sale, pepe, 1 bicchiere olio d’oliva e.v.p. s. a f.,, un cucchiaio di aglio tritato ed il succo di un limone, frulliamo ed aggiungiamo a seguire proseguendo la frullatura i gherigli di noci ed i pinoli che, a nostro piacimento, avremo tostato piú o meno leggermente in una padella con un filino d’olio; teniamo da parte la crema di rucola. Lessiamo molto al dente i gemelli in abbondate (8 litri) acqua salata (pugno di sale doppio). Mentre i gemelli sono a mezza cottura poniamo a fuoco sostenuto una capace padella con l’olio e facciamo dorarvi i due spicchi d’aglio mondati e tritati ed i due peperoncini; appena pronti, sgrondiamo bene i gemelli e trasferiamoli nella padella con il fondo piccante approntato, aggiungiamo i cubetti di prosciutto cotto e quelli di provolone; uniamo anche un paio di cucchiai di crema di rucola e facciamo saltare a fuoco vivissimo i gemelli per circa cinque minuti, cospargendoli di pan grattato ed alla fine con il pecorino. Approntiamo sei fondine calde e distribuiamo a specchio la residua crema di rucola ed impiattiamovi porzionati i gemelli stufati su cui distribuiamo abbondante pepe decorticato ed i gherigli di noce tritati. Serviamo questi gustosissimi, golosi gemelli ancóra caldi di fornello. Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute! E scialàteve!
raffaele bracale
Nota
I gemelli menzionati in questa ricetta sono un tipico, gustoso formato di pasta corta risultante quasi dall’intreccio di due fusilli lunghi bucati, poi troncati in pezzi di ca 4 cm. cadauno; l’intreccio fa sí che quando tale pasta sia lessata al dente resti decisamente, ma gustosamente croccante. Tale tipo di pasta si adatta a svariate preparazioni; questa volta verranno gustosamente conditi con una salsetta piccante,addizionati di prosciutto cotto e provolone piccante ed adagiati su di uno specchio di crema di rucola. Con il sostantivo f.le rucola ( che è un derivato di ruca addizionato del suff. lat. diminutivo f.le ola (cfr.il m.le olus) si indica regionalmente quell’erba aromatica lievemente piccante che si mangia da sola o si mescola con l'insalata cruda (fam. Crocifere) che in italiano prende il nome di ruchetta; sia rucola che rughetta, come visto, sono un derivato di ruca che a sua volta è dal lat. Lat. (e)ruca(m) 'bruco', poi 'ruchetta', perché la peluria che ricopre lo stelo dell’erba aromatica/insalatina, ricorda il corpo villoso del bruco.
ingredienti e dosi per 6 persone
6 etti di gemelli,
1 bicchiere di olio d’oliva e.v. p, s. a f.,
2 spicchi d’aglio mondati e tritati finemente,
sale doppio un pugno,
2 peperoncini piccanti lavati, asciugati, privati di picciolo e corona ed incisi vertilmente senza separare le due parti,
pepe decorticato macinato a fresco q.s.,
pan grattato q.s.
3 etti di prosciutto cotto in cubetti da 1 cm. di spigolo,
3 etti di provolone piccante in cubetti da 1/2 cm. di spigolo,
Per la crema di rucola
12 fascetti di rucola piccante,
1 bicchiere e mezzo di olio d’oliva e.v.p. s. a f.,
il succo filtrato di un limone non trattato,
1 etto di gherigli di noci,
½ etto di pinoli tostati,
2 spicchi d’aglio mondati e tritati,
sale fino e pepe nero q.s.
procedimento
Cominciamo con l’approntare una morbida e spumosa crema di rucola mondando e lavando la rucola e tagliandone via i gambi troppo lunghi e meno teneri.
Una volta asciugata mettiamola in un mixer con lame da umido , con sale, pepe, 1 bicchiere olio d’oliva e.v.p. s. a f.,, un cucchiaio di aglio tritato ed il succo di un limone, frulliamo ed aggiungiamo a seguire proseguendo la frullatura i gherigli di noci ed i pinoli che, a nostro piacimento, avremo tostato piú o meno leggermente in una padella con un filino d’olio; teniamo da parte la crema di rucola. Lessiamo molto al dente i gemelli in abbondate (8 litri) acqua salata (pugno di sale doppio). Mentre i gemelli sono a mezza cottura poniamo a fuoco sostenuto una capace padella con l’olio e facciamo dorarvi i due spicchi d’aglio mondati e tritati ed i due peperoncini; appena pronti, sgrondiamo bene i gemelli e trasferiamoli nella padella con il fondo piccante approntato, aggiungiamo i cubetti di prosciutto cotto e quelli di provolone; uniamo anche un paio di cucchiai di crema di rucola e facciamo saltare a fuoco vivissimo i gemelli per circa cinque minuti, cospargendoli di pan grattato ed alla fine con il pecorino. Approntiamo sei fondine calde e distribuiamo a specchio la residua crema di rucola ed impiattiamovi porzionati i gemelli stufati su cui distribuiamo abbondante pepe decorticato ed i gherigli di noce tritati. Serviamo questi gustosissimi, golosi gemelli ancóra caldi di fornello. Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute! E scialàteve!
raffaele bracale
MACCARUNCIELLE INCACIATI ALLA CREMA DI POMIDORO
MACCARUNCIELLE INCACIATI ALLA CREMA DI POMIDORO
Nota I Maccaruncielle, détti pure mezzanielle o mezzanelle (se leggermente piú doppi) sono un tipico formato di pasta lunga e doppia, in uso nella cucina napoletana dove vengono usati mai cotti interi nella loro lunghezza, ma tassativamente divisi in pezzi di circa 4 o 5 cm.Si tratta di una pasta che è nota con una forma doppia di nome: una, come nel ns. caso, maschile (mezzanielle se di trafila contenutamente doppia) ed una femminile (mezzanelle se di trafila leggermente piú doppia) ora sia che si tratti di mezzanelle, sia si tratti di mezzanielle con tale formato di pasta ci troviamo di fronte ad un formato molto simile ai perciatelli/pirciatielli, sebbene di calibro maggiore, ci troviamo di fronte cioè al formato che fa da trait d’union tra i formati doppi e lunghi e quelli di transito come i mezzani (etimologicamente da un lat. medianu(m), deriv. di medius 'mezzo' atteso che tale formato di pasta fa quasi da mediano tra i formati lunghi e quelli corti), da cui con un pretestuoso vezzeggiativo diminutivo traggono il nome sia che lo si intenda femminile (mezzanelle) sia che lo si intenda maschile (mezzanielle). Al proposito rammenterò che – come accade spessissimo in napoletano (cfr. cucchiaro/ cucchiara – tammurro/tammorra – tino/tina etc.) - con il nome femminile si intende qualcosa di piú grosso del corrispondente maschile con la sola eccezione di tiano che è inteso piú grosso di tiana, per cui le mezzanelle ànno un calibro leggermente maggiore dei mezzanielle; rammenterò altrsí che mentre i perciatelli (in italiano impropriamente bucatini)formato di pasta quasi simile ai mezzanelli di cui son solo un po’ piú sottili, possono esser cotti e serviti, per come sono lunghi, questi a margine, per esser di calibro maggiore devono essere tassativamente ridotti in pezzi di altezza di ca 4 – 5 cm. Al proposito di bucatine – pirciatielle = bucatini – foratini dirò che v’è una differenza tra il bucatino ed il perciatello; il bucatino s.m. è una pasta alimentare consistente in un grosso spaghetto piuttosto doppio e bucato per tutta la sua lunghezza, va da sé che il nome bucatino è da collegarsi al fatto che tale tipo di pasta è bucata; la medesima bucatura centrale che percorre la pasta per tutta la sua lunghezza la si ritrova nei pirciatielle grossi spaghetti piú doppi dei precedenti bucatini; poiché la voce verbale bucare (perforare) non è napoletana, se ne deduce che tra bucatine e pirciatielle la pasta piú tipicamente partenopea sia la seconda, atteso che il verbo bucare (perforare) è reso in napoletano con la voce pircià (che è dall’antico francese percer) da cui derivano ‘e pirciatielle.
Ingredienti e dosi per 6 persone:
6 etti di maccheroncelli (bucatini un po’ piú doppi) spezzettati a mano in circa 4 cm.,
3 etti di pecorino (laticauda) grattugiato finemente,
abbondante pepe decorticato macinato a fresco,
2 bicchieri di olio d’oliva e.v.p. s. a f. ,
3 etti di gherigli di noci tritati.
sale doppio mezzo pugno
pepe decorticato macinato a fresco q.s.,
Per la crema di pomidoro
ingredienti e dosi per 6 persone
½ bicchiere di olio d’oliva e.v.p. a f.,
2 cucchiai di strutto,
1 grande cipolla dorata mondata e tritata,
2 spicchi di aglio mondati e tritati finemente,
2 cucchiai colmi di farina
1 kg. di pomidoro ramati maturi sbollentati e pelati o pari peso di pomidoro pelati in iscatola privati del liquido di governo,
3 grossi cucchiai di concentrato di pomidoro,
1 cucchiaino di zucchero,
1 litro di litro di brodo vegetale da verdure fresche o da dado,
2 peperoncini piccanti lavati, asciugati, privati del picciolo ed incisi longitudinalmente,
5 chiodi di garofano,
3 etti di ricotta ovina stemperata con ½ bicchiere di olio d’oliva e.v.p. a f.,
sale fino e pepe decorticato macinato a fresco q.s.
Preparazione
Si comincia approntando dapprima la crema di pomidoro nel modo che segue:
Fare fondere lo strutto assieme all’olio a fuoco basso in una pentola.
Mondare e pelare la cipolla, tritarla, metterla nella pentola e far cuocere per circa 10 minuti, alla fine unire gli spicchi di aglio pelati e tritati finemente ed i due peperoncini piccanti lavati, asciugati, privati del picciolo ed incisi longitudinalmente,nonché i cinquechiodi di garofano . Spolverare con la farina, e cuocere ancóra qualche minuto mescolando con cura.
Mettere nella pentola i pomidoro pelati tagliati a pezzettoni ed i cucchiai di concentrato di pomidoro, lo zucchero, ed il brodo vegetale. Portare ad una ebollizione non spinta, e fare cuocere per circa mezzora a fuoco basso. A fuoco spento salare e pepare ad libitum , e lasciar raffreddare alquanto.
Passare il tutto al passaverdura, oppure frullare con un frullatore ad immersione o con un mixer da cucina con lame da umido. Unire la ricotta stemperata e mescolare per amalgamare adeguatamente. Rimettere la crema nella pentola e tenerla a fuoco dolce sino al momento di usarla.
A seguire occorre mettere a lessare la pasta in abbondante acqua leggermente (mezzo pugno di sale doppio) salata.Nel frattempo mandare a temperatura un bicchiere d'olio in un tegame unendovi una generosa quantità di pepe decorticato macinato a fresco; porre poi in
un’ insalatiera i 3 etti di pecorino laticauda grattugiato finemente ed un po' d' acqua di cottura della pasta; amalgamare il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una crema liscia. A seguire si scolano i maccheroncelli lessati, trasferendoli nell’insalatiera con il formaggio; si rimestano una prima volta accuratamente e si condiscono poi con la metà di crema di pomidoro e si rimesta ancóra; infine si spalmano a specchio sul fondo di sei fondine calde alcune cucchiaiate, sino ad esaurimento, della residua crema di pomidoro e vi si porzionano i maccheroncelli; si completano i piatti distribuendo su ogni porzione abbondanti gherigli di noce tritati.
Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute! E scialàteve!
raffaele bracale
Nota I Maccaruncielle, détti pure mezzanielle o mezzanelle (se leggermente piú doppi) sono un tipico formato di pasta lunga e doppia, in uso nella cucina napoletana dove vengono usati mai cotti interi nella loro lunghezza, ma tassativamente divisi in pezzi di circa 4 o 5 cm.Si tratta di una pasta che è nota con una forma doppia di nome: una, come nel ns. caso, maschile (mezzanielle se di trafila contenutamente doppia) ed una femminile (mezzanelle se di trafila leggermente piú doppia) ora sia che si tratti di mezzanelle, sia si tratti di mezzanielle con tale formato di pasta ci troviamo di fronte ad un formato molto simile ai perciatelli/pirciatielli, sebbene di calibro maggiore, ci troviamo di fronte cioè al formato che fa da trait d’union tra i formati doppi e lunghi e quelli di transito come i mezzani (etimologicamente da un lat. medianu(m), deriv. di medius 'mezzo' atteso che tale formato di pasta fa quasi da mediano tra i formati lunghi e quelli corti), da cui con un pretestuoso vezzeggiativo diminutivo traggono il nome sia che lo si intenda femminile (mezzanelle) sia che lo si intenda maschile (mezzanielle). Al proposito rammenterò che – come accade spessissimo in napoletano (cfr. cucchiaro/ cucchiara – tammurro/tammorra – tino/tina etc.) - con il nome femminile si intende qualcosa di piú grosso del corrispondente maschile con la sola eccezione di tiano che è inteso piú grosso di tiana, per cui le mezzanelle ànno un calibro leggermente maggiore dei mezzanielle; rammenterò altrsí che mentre i perciatelli (in italiano impropriamente bucatini)formato di pasta quasi simile ai mezzanelli di cui son solo un po’ piú sottili, possono esser cotti e serviti, per come sono lunghi, questi a margine, per esser di calibro maggiore devono essere tassativamente ridotti in pezzi di altezza di ca 4 – 5 cm. Al proposito di bucatine – pirciatielle = bucatini – foratini dirò che v’è una differenza tra il bucatino ed il perciatello; il bucatino s.m. è una pasta alimentare consistente in un grosso spaghetto piuttosto doppio e bucato per tutta la sua lunghezza, va da sé che il nome bucatino è da collegarsi al fatto che tale tipo di pasta è bucata; la medesima bucatura centrale che percorre la pasta per tutta la sua lunghezza la si ritrova nei pirciatielle grossi spaghetti piú doppi dei precedenti bucatini; poiché la voce verbale bucare (perforare) non è napoletana, se ne deduce che tra bucatine e pirciatielle la pasta piú tipicamente partenopea sia la seconda, atteso che il verbo bucare (perforare) è reso in napoletano con la voce pircià (che è dall’antico francese percer) da cui derivano ‘e pirciatielle.
Ingredienti e dosi per 6 persone:
6 etti di maccheroncelli (bucatini un po’ piú doppi) spezzettati a mano in circa 4 cm.,
3 etti di pecorino (laticauda) grattugiato finemente,
abbondante pepe decorticato macinato a fresco,
2 bicchieri di olio d’oliva e.v.p. s. a f. ,
3 etti di gherigli di noci tritati.
sale doppio mezzo pugno
pepe decorticato macinato a fresco q.s.,
Per la crema di pomidoro
ingredienti e dosi per 6 persone
½ bicchiere di olio d’oliva e.v.p. a f.,
2 cucchiai di strutto,
1 grande cipolla dorata mondata e tritata,
2 spicchi di aglio mondati e tritati finemente,
2 cucchiai colmi di farina
1 kg. di pomidoro ramati maturi sbollentati e pelati o pari peso di pomidoro pelati in iscatola privati del liquido di governo,
3 grossi cucchiai di concentrato di pomidoro,
1 cucchiaino di zucchero,
1 litro di litro di brodo vegetale da verdure fresche o da dado,
2 peperoncini piccanti lavati, asciugati, privati del picciolo ed incisi longitudinalmente,
5 chiodi di garofano,
3 etti di ricotta ovina stemperata con ½ bicchiere di olio d’oliva e.v.p. a f.,
sale fino e pepe decorticato macinato a fresco q.s.
Preparazione
Si comincia approntando dapprima la crema di pomidoro nel modo che segue:
Fare fondere lo strutto assieme all’olio a fuoco basso in una pentola.
Mondare e pelare la cipolla, tritarla, metterla nella pentola e far cuocere per circa 10 minuti, alla fine unire gli spicchi di aglio pelati e tritati finemente ed i due peperoncini piccanti lavati, asciugati, privati del picciolo ed incisi longitudinalmente,nonché i cinquechiodi di garofano . Spolverare con la farina, e cuocere ancóra qualche minuto mescolando con cura.
Mettere nella pentola i pomidoro pelati tagliati a pezzettoni ed i cucchiai di concentrato di pomidoro, lo zucchero, ed il brodo vegetale. Portare ad una ebollizione non spinta, e fare cuocere per circa mezzora a fuoco basso. A fuoco spento salare e pepare ad libitum , e lasciar raffreddare alquanto.
Passare il tutto al passaverdura, oppure frullare con un frullatore ad immersione o con un mixer da cucina con lame da umido. Unire la ricotta stemperata e mescolare per amalgamare adeguatamente. Rimettere la crema nella pentola e tenerla a fuoco dolce sino al momento di usarla.
A seguire occorre mettere a lessare la pasta in abbondante acqua leggermente (mezzo pugno di sale doppio) salata.Nel frattempo mandare a temperatura un bicchiere d'olio in un tegame unendovi una generosa quantità di pepe decorticato macinato a fresco; porre poi in
un’ insalatiera i 3 etti di pecorino laticauda grattugiato finemente ed un po' d' acqua di cottura della pasta; amalgamare il tutto con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una crema liscia. A seguire si scolano i maccheroncelli lessati, trasferendoli nell’insalatiera con il formaggio; si rimestano una prima volta accuratamente e si condiscono poi con la metà di crema di pomidoro e si rimesta ancóra; infine si spalmano a specchio sul fondo di sei fondine calde alcune cucchiaiate, sino ad esaurimento, della residua crema di pomidoro e vi si porzionano i maccheroncelli; si completano i piatti distribuendo su ogni porzione abbondanti gherigli di noce tritati.
Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute! E scialàteve!
raffaele bracale
TAGLIATELLE ALLA CREMA DI SEDANO
TAGLIATELLE ALLA CREMA DI SEDANO
ingredienti e dosi per 6 persone:
6 etti di tagliatelle all’uovo fresche o secche,
2 cipolle dorate tritate finemente,
1 costa di sedano bianco tritata finemente,
1 bicchiere e mezzo di olio d’oliva e.v.p. s. a f.,
2 etti di pancetta affumicata in bastoncini di cm. 5 x2 x 1,
½ bicchiere di latte intero,
1 bicchiere di panna vegetale,
1 etto di pecorino grattugiato,
1 pugno di sale doppio,
sale fino e pepe decorticato macinato a fresco q.s.
procedimento
Versare l’olio in un ampio tegame,e mandarlo a temperatura, aggiungere il trito di cipolla e súbito dopo quello di sedano e tenerli a fuoco sostenuto per 5 minuti, indi aggiungere il latte e la panna, salare ad libitum e lasciar sobbolire per altri 10 minuti; al termine passare tutto per qualche minuto ad alta velocità in un mixer con lame da umido fino ad ottenere una crema vellutata e fluida; rimetterla nel tegame a mezza fiamma; in un altro tegamino a fuoco moderato rosolare i bastoncini di pancetta in mezzo bicchiere d’olio e mantenerli in caldo mentre in molta (8 litri) acqua salata (pugno di sale doppio) si lessano le tagliatelle brevemente (3 minuti dal bollore se fresche, 8 se secche); sgrondare le tagliatelle prelevandole con un forchettone e porle nel tegame con la crema; unire i bastoncini di pancetta rosolata con il fondo di cottura, il pecorino e rimestare accuratamente le tagliatelle aggiungendo abbondante pepe decorticato macinato a fresco.Impiattare e mandare in tavola calde di fornello. Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute!
raffaele bracale
ingredienti e dosi per 6 persone:
6 etti di tagliatelle all’uovo fresche o secche,
2 cipolle dorate tritate finemente,
1 costa di sedano bianco tritata finemente,
1 bicchiere e mezzo di olio d’oliva e.v.p. s. a f.,
2 etti di pancetta affumicata in bastoncini di cm. 5 x2 x 1,
½ bicchiere di latte intero,
1 bicchiere di panna vegetale,
1 etto di pecorino grattugiato,
1 pugno di sale doppio,
sale fino e pepe decorticato macinato a fresco q.s.
procedimento
Versare l’olio in un ampio tegame,e mandarlo a temperatura, aggiungere il trito di cipolla e súbito dopo quello di sedano e tenerli a fuoco sostenuto per 5 minuti, indi aggiungere il latte e la panna, salare ad libitum e lasciar sobbolire per altri 10 minuti; al termine passare tutto per qualche minuto ad alta velocità in un mixer con lame da umido fino ad ottenere una crema vellutata e fluida; rimetterla nel tegame a mezza fiamma; in un altro tegamino a fuoco moderato rosolare i bastoncini di pancetta in mezzo bicchiere d’olio e mantenerli in caldo mentre in molta (8 litri) acqua salata (pugno di sale doppio) si lessano le tagliatelle brevemente (3 minuti dal bollore se fresche, 8 se secche); sgrondare le tagliatelle prelevandole con un forchettone e porle nel tegame con la crema; unire i bastoncini di pancetta rosolata con il fondo di cottura, il pecorino e rimestare accuratamente le tagliatelle aggiungendo abbondante pepe decorticato macinato a fresco.Impiattare e mandare in tavola calde di fornello. Vini: secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
Mangia Napoli, bbona salute!
raffaele bracale
STEAUA-NAPOLI 3 A 3 ‘E PPAGGELLE MEJE
STEAUA-NAPOLI 3 A 3 ‘E PPAGGELLE MEJE
De Sanctis 4--:Cu ‘a capa dint’ê nnuvole, nun capisco a che cca**o penzave ajere a Bucaresto; tenette ‘ncopp’â cuscienza ‘o siconno e ‘o terzo gollo: ‘o siconno pecché restaje troppo fora dê pale, e bbattezzaje fora ‘o tiro dâ trecquarte...; ‘o terzo nun ascette e se facette fottere ‘a duje passe; p’ ‘o riesto d’ ‘a partita po sbagliaje ati ‘ntervente e gghiette ô sbando cu tutta ‘a difesa.
Santacroce 4,5:Sfunnacato (indeciso) e senza perzonalità,finché rummanette ‘ncampo fuje sempe ‘mbalia ‘e ll’ attaccante avversarie!Una cosa bbona facette a ffarse paccarià dô rumeno po cacciato fora!
Cribari 5: Sfurtunato e ghiellato causaje ‘o vantaggio rumeno cu n’autogollo ‘mbarazzante. Chianu chiano po se repigliaje, e nun facette ati gravi errori difenzivi. Sarrà ‘na jastemma menata ca nun riuscimmo a ttruvà ‘nu centrale cu sette parme ‘e ca**o!
Grava 5: ‘O surdatiello ajere nun fuje isso e suffrette terribilmente comme a ttutta ‘a difesa.Chi sa’ pecché!?
Maggio 4,5: Inesistente, comme del resto dô principio ‘e campiunato. S’à dda repiglià, specie ‘ncampiunato; senza determinazzione, muscio e senza forze, sbagliaje pure sotto porta; sperammo ca se repiglia ampressa!
Gargano 6--:Pe luttà, luttaje ‘mmiez’ ô campo, ma – specie ô primmo tempo – sbagliaje assaje, forze pecché sentette ‘a mancanza d’ ‘o cumpagnello sujo: Pazienza! Â ripresa jette ‘nu poco meglio...
Yebda 4:Fuje ‘o solito oggetto misteriuso: completamente fora dô juoco, ajzaje póvera e nient’ ato! Ma chi ce ll’à mannato a cchisto?Nun po’ sostituí a Pazienza!
Vitale 6: Parteyye ‘na chiaveca, ma po’ sfruttaje a dduvere ‘a bbotta ‘e Sosa respinta dô palo e signaje ‘o gollo d’ ‘a speranza, ca ‘o facette ripiglià. Â ripresa jette assaje meglio e nun facette puttanate! Seconno me s’ammereta quacch’ata accasione.
Zuniga 5--: Nun è ‘nu trequartista e se vedette: sulo fummo e niente arrusto!
Sosa 5,5: Nun è n’attaccante, ma tène ‘a bbotta ‘a luntano e è ‘nu fatto ‘mpurtante; poco ce mancaje ca nun facesse gollo, ma p’ ‘o riesto nun accucchiaje niente...dimustrannose parente stritto ‘eYebdà. Forze ll’âmm’ ‘a aspettà ‘nu poco...
Lavezzi 7: Mazzarri êsse vuluto farlo arrepusà, ma ll’ êtte fà trasí pe fforza e isso ajutaje ‘a varca ‘nzino â rimonta cu tante azzione pugnente e periculose; nun vedette bbuono ‘a porta ma ‘o guaglione tene carattere e cclasse ‘a vennere.
Hamsik 7,5:Pure ‘e isso Mazzarri nn’êsse vuluto fà a mmeno, ma, visto ca ‘e siconne linne napulitane nun so’ bbone, ll’ êtte fà trasí pe fforza e isso firmaje ‘o tre a ddoje cu ‘nu sinistro maggico e a seguí trasette dinto a ttutte ll’azzione periculose d’ ‘o siconno tempo; è ‘nu grande campione e pe furtuna, se vedette pure ajere ssera!
Cavani 8: Pure ‘sta vota salvaje ‘o Napule cu ‘nu gollo ‘a vero centrattacco rascagnatore(predatore)’e ll’area ‘e ricore. È ll’autentica fijura d’ ‘o core azzurro ca nun s’arrenne maje!
Mazzarri 5,5 À dda frijere ‘o pesce cu ll’acqua, pure pe colpa soja (à fatto vennere troppa ggente e à pigliato troppi meze cazette...) , ma cierti vvote è furtunato! E pure chesto serve!
L’arbitro 6 Niente ‘a dicere!
Brak
De Sanctis 4--:Cu ‘a capa dint’ê nnuvole, nun capisco a che cca**o penzave ajere a Bucaresto; tenette ‘ncopp’â cuscienza ‘o siconno e ‘o terzo gollo: ‘o siconno pecché restaje troppo fora dê pale, e bbattezzaje fora ‘o tiro dâ trecquarte...; ‘o terzo nun ascette e se facette fottere ‘a duje passe; p’ ‘o riesto d’ ‘a partita po sbagliaje ati ‘ntervente e gghiette ô sbando cu tutta ‘a difesa.
Santacroce 4,5:Sfunnacato (indeciso) e senza perzonalità,finché rummanette ‘ncampo fuje sempe ‘mbalia ‘e ll’ attaccante avversarie!Una cosa bbona facette a ffarse paccarià dô rumeno po cacciato fora!
Cribari 5: Sfurtunato e ghiellato causaje ‘o vantaggio rumeno cu n’autogollo ‘mbarazzante. Chianu chiano po se repigliaje, e nun facette ati gravi errori difenzivi. Sarrà ‘na jastemma menata ca nun riuscimmo a ttruvà ‘nu centrale cu sette parme ‘e ca**o!
Grava 5: ‘O surdatiello ajere nun fuje isso e suffrette terribilmente comme a ttutta ‘a difesa.Chi sa’ pecché!?
Maggio 4,5: Inesistente, comme del resto dô principio ‘e campiunato. S’à dda repiglià, specie ‘ncampiunato; senza determinazzione, muscio e senza forze, sbagliaje pure sotto porta; sperammo ca se repiglia ampressa!
Gargano 6--:Pe luttà, luttaje ‘mmiez’ ô campo, ma – specie ô primmo tempo – sbagliaje assaje, forze pecché sentette ‘a mancanza d’ ‘o cumpagnello sujo: Pazienza! Â ripresa jette ‘nu poco meglio...
Yebda 4:Fuje ‘o solito oggetto misteriuso: completamente fora dô juoco, ajzaje póvera e nient’ ato! Ma chi ce ll’à mannato a cchisto?Nun po’ sostituí a Pazienza!
Vitale 6: Parteyye ‘na chiaveca, ma po’ sfruttaje a dduvere ‘a bbotta ‘e Sosa respinta dô palo e signaje ‘o gollo d’ ‘a speranza, ca ‘o facette ripiglià. Â ripresa jette assaje meglio e nun facette puttanate! Seconno me s’ammereta quacch’ata accasione.
Zuniga 5--: Nun è ‘nu trequartista e se vedette: sulo fummo e niente arrusto!
Sosa 5,5: Nun è n’attaccante, ma tène ‘a bbotta ‘a luntano e è ‘nu fatto ‘mpurtante; poco ce mancaje ca nun facesse gollo, ma p’ ‘o riesto nun accucchiaje niente...dimustrannose parente stritto ‘eYebdà. Forze ll’âmm’ ‘a aspettà ‘nu poco...
Lavezzi 7: Mazzarri êsse vuluto farlo arrepusà, ma ll’ êtte fà trasí pe fforza e isso ajutaje ‘a varca ‘nzino â rimonta cu tante azzione pugnente e periculose; nun vedette bbuono ‘a porta ma ‘o guaglione tene carattere e cclasse ‘a vennere.
Hamsik 7,5:Pure ‘e isso Mazzarri nn’êsse vuluto fà a mmeno, ma, visto ca ‘e siconne linne napulitane nun so’ bbone, ll’ êtte fà trasí pe fforza e isso firmaje ‘o tre a ddoje cu ‘nu sinistro maggico e a seguí trasette dinto a ttutte ll’azzione periculose d’ ‘o siconno tempo; è ‘nu grande campione e pe furtuna, se vedette pure ajere ssera!
Cavani 8: Pure ‘sta vota salvaje ‘o Napule cu ‘nu gollo ‘a vero centrattacco rascagnatore(predatore)’e ll’area ‘e ricore. È ll’autentica fijura d’ ‘o core azzurro ca nun s’arrenne maje!
Mazzarri 5,5 À dda frijere ‘o pesce cu ll’acqua, pure pe colpa soja (à fatto vennere troppa ggente e à pigliato troppi meze cazette...) , ma cierti vvote è furtunato! E pure chesto serve!
L’arbitro 6 Niente ‘a dicere!
Brak
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