NAPOLETANISMI E/O MERIDIONALISMI NELL’ITALIANO
parte 2°
Proseguiamo con l’elencazione delle voci napoletane e/o meridionali pervenute nell’italiano.
Mozzarella s.vo f.le
1 formaggio fresco di origine campana e bassolaziale, a pasta bianca e molle, in forme sferiche o di treccia, prodotto tassativamente con latte di bufala
2 (fig.) persona estremamente fiacca.
Ci troviamo a parlare di una voce nata in Campania e poi adottata nel basso Lazio ed infine trasmigrata nel lessico nazionale; per il vero la voce mozzarella dovrebbe essere d’uso esclusivo di Campania e basso Lazio in quanto è soltanto in tali regioni e non in altre che viene prodotta l’autentica,unica, vera mozzarella formaggio fresco a pasta bianca e molle, , prodotto tassativamente con latte di bufala; formaggi similari prodotti in altre regioni con latte vaccino usurpano il nome di mozzarella di cui copiano i sistemi di lavorazione ,ma non l’ingrediente di base: il latte intero di bufala, di modo che tuttalpiú possono chiamarsi fiordilatte= (formaggio fresco di pasta filata, molle e cruda, prodotto con latte di vacca) ma non mozzarella che etimologicamente è un deverbale di mozzare = troncare in un sol colpo una parte da un tutto, come avviene nel caso appunto delle mozzarelle che in pezzi di circa 3 etti cadauno vengono troncati (un tempo a mano, oggi anche con l’ausilio di mezzi meccanici),mediante torsione e strappo (mozzatura) da un filone di pasta filata , filone ricavato dalla lavorazione artigianale (con procedure un tempo addirittura segrete, trasmesse di padre in figlio) di latte intero di bufala. ‘ndrangheta s.f. voce di origine meridionale (Calabria) usata per indicare e connotare una delinquenza organizzata di tipo mafioso, che è propria di quella regione, voce che però,(prevengo l’obiezione d’un qualche lettore pignolo) quantunque normalmente in uso nel parlato e nel lessico dei media, molti vocabolarî (D.E.I. – Treccani – De Mauro) della lingua italiana sono restii a registrare e non se ne comprende il motivo, visti diffusione ed uso del vocabolo(che à valicato i confini regionali) e che etimologicamente deriva da una voce del greco di Calabria, corrispondente al gr. classico (a)ndragathía 'coraggio, valore'; l’aferesi della vocale d’attacco mi induce a preferire la scrittura ‘ndrangheta piuttosto che ndrangheta: sono un appassionato, si sa, anche dei pletorici segni diacritici!
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giovedì 28 gennaio 2016
NAPOLETANISMI E/O MERIDIONALISMI NELL’ITALIANO 1°
NAPOLETANISMI E/O MERIDIONALISMI NELL’ITALIANO
parte 1°
Questa volta su precisa richiesta di piú di un amico cercherò di illustrare un congruo elenco di voci figlie del napoletano o altri linguaggi meridionali, pervenute ed in uso nella lingua nazionale. Abbiamo:
Abbuffarsi/abboffarsi verbo riflessivo che vale mangiare voracemente ed in abbondanza fino a risultarne satollo e quasi gonfio; il verbo a margine è marcato sul nap. Abbuffà/are che vale gonfiare, ingrossare, allargare,ed estensivamente esagerare, ingrandire, montare, pompare; quanto all’etimo il verbo nap. da cui quello a margine è un denominale del lat. bufo/onis= rospo;
Alice s.f. in primis termine di pertinenza ittica usato per indicare un tipico pesce di mare, noto anche col nome di acciuga,sardella,sardina comune nel Mediterraneo e lungo le coste europee dell'Atlantico, con corpo affusolato, dorso azzurro/verdognolo e ventre argenteo (ord. Clupeiformi); si conserva sotto sale o sott'olio e viene impiegato per intingoli e salse; figuratamente persona magrissima; voce derivata dal lat. (h)allìce(m) 'salsa di pesce'; nel napoletano con la locuzione alice ‘e matenata= alice di mattino si indicò (tardo ‘800) le giovani ed eleganti adescatrici che solevano sostare nelle piú frequentate strade cittadine agghindate di tutto punto, allo scopo di irretire… clienti; proprio il fatto che tali giovani prostitute fossero molto eleganti ed agghindate ed indossassero abiti con pizzi e merletti e spesso stringessero nella mano un ombrellino parasole, meritò loro l’alternativo nome di ‘mbrellino ‘e seta= ombrellino di seta.
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