lunedì 29 giugno 2020

CROSTINI NAPOLETANI


CROSTINI NAPOLETANI

8 -12Sottili fettine di pane casareccio,
200 gr. di  Mozzarella asciugata in frigo per dodici ore e tagliata poi  a fettine sottili,
 10 alici salate dissalate e diliscate o pari peso di acciughe sott’olio;
4 grossi pomodori ramati   rossi e maturi sbollentati pelati, privati dei semi e  tagliati a dadini
1 cucchiaio di  origano
sale fino e pepe decorticato q.s.
1 bicchiere olio d'oliva e.v.p.s.

Adagiare le fettine di pane  in una teglia ben unta e versarvi sopra  un filo d'olio, aggiungere poi su ogni fetta  una fettina di mozzarella, due filetti di acciuga, un cucchiaio di pomidoro tagliati a pezzetti, origano, sale e pepe, irrorare il tutto con l'olio vergine di oliva e infornare per dieci minuti in forno caldissimo. Servire caldi di forno questi gustosi crostini napoletani, come stuzzicante antipasto.
Vini:  secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.
 Mangia Napoli, bbona salute! e diciteme: Grazie!

raffaele bracale
  


DORMICCHIARE


DORMICCHIARE
Anche questa   volta mi trovo a  raccogliere una garbata  provocazione  del mio caro amico P.D.F.(i consueti problemi di riservatezza mi costringono ad indicare solo le iniziali di nome e cognome) che,memore ch’io abbia piú volte affermato che il napoletano sia piú preciso e circostanziato dell’italiano, mi à chiesto  di elencargli ed illustrare  le eventuali voci del napoletano che rendano  acconciamente  quella  italiana dell’epigrafe.Come ò già détto alibi e qui ripeto  il caro amico non mi à colto di sorpresa, per cui raccogliendo la richiesta gli rispondo cominciando, come è mio solito,  con l’esaminare dapprima la voce dell’italiano:
dormicchiare =dormire leggero, sonnecchiare; voce dal lat. *dormiclāre forma evoluta di un *dormitulare da dormitāre iterativo di dormire.
Tanto detto veniamo all’idioma napoletano che per rendere la voce italiana dell’epigrafe usa almeno quattro verbi che identificano i momenti e/o fasi che connotano con precisione o la sequenza d’azioni propedeutiche del dormire o i relativi tempi. Parlo perciò di
addubbechià = nella forma trans.: assopire,indurre al sonno; nella forma riflessiva assopirsi di colpo, cadere nel sonno d’improssivo come chi avesse assunto un potente sonnifero; il verbo infatti è da un lat. ad + *loppicare dove è ben riconoscibile un’agglutinazione dell’articolo “l” con “oppio”  dal lat. opĭu(m), che è dal gr. ópion ‘succo di papavero’,addizionata di un infisso atono “ic”; il tutto à prodotto anche il sostantivo adduobbeco = oppio, sonnifero generico.
appapagnà nella forma transitiva indurre qualcuno al sonno e per estensione tediare per modo che si assopisca come se avesse assunto un leggero sonnifero quale la papaverina [  alcaloide contenuto nel papavero dell’oppio usato in medicina per le sue proprietà antispastiche, narcotiche e vasodilatatrici principalmente nel trattamento degli spasmi viscerali, vasospasmi (soprattutto quelli che coinvolgono cuore e cervello) e occasionalmente nel trattamento della disfunzione erettile. Etimologicamente il verbo deriva da un ad+ papanja [termine del lat. regionale che dà papagno voce che in napoletano sta per  papavero]. Talora il verbo è attestato, sebbene impropriamente come riflessivo nella forma appapagnarse.
appennecarse  verbo attestato solo nella forma riflessiva = appisolarsi, addormentarsi di un sonno leggero, precario, ma ristoratore; voce da un lat. volg. ad +*pendicāre ‘pendolare’
scapuzzià verbo transitivo che indica quel sonnecchiare improvviso, apparentemente ingiustificato, ma invece dovuto  a tedio o stanchezza  in poltrona abbandonando la testa in avanti;  voce denominale di un lat. volg.  caputĭum.

E qui faccio punto fermo augurandomi d’essere stato chiaro ed esauriente ed aver soddisfatto la curiosità dell’amico P.D.F.   quella dei miei ventiquattro lettori  e di chi forte si imbattesse in queste paginette.Satis est.
R.Bracale Brak

ROTOLINI DI MELANZANE


ROTOLINI DI MELANZANE

Eccovi una ricetta da prepare e servire o come stuzzicante antipasto (buono in ogni stagione!) o come gustosissima seconda portata!


ingredienti per 6 persone
1,5 kg. di melanzane lunghe violette napoletane,
8 - 10 filetti d'acciuga sott’olio,
200 gr. di tonno sott'olio di oliva,
500 gr. di patate vecchie,
un ciuffo di prezzemolo,
1 spicchio d’aglio mondato tritato finissimo,
sale doppio un pugno,
sale fino e pepe decorticato q.s.,
abbondante olio per friggere,
alcuni stecchini di legno.
Preparazione
1)mettete a lessare in molta  acqua salata (circa 35’ dal primo bollore) le patate,con la buccia.
2)lavate,asciugate le melanzane,privatele di calice e  gambo e senza
sbucciarle,tagliatele a fette lunghe cosí da poterle poi arrotolare, spesse ½ cm.
3) a mano a  mano che le affettate,  ponetele a strati in uno scolapasta e salate ogni strato leggermente;quando avrete finito,copritele con un piatto e poggiatevi sopra un peso di circa 2kg ,in modo che le melanzane rilascino l’amaro liquido di vegetazione; lasciatele sotto pressione  per circa 30’, o per  il tempo che vi  occorrerà  per lessare le patate.
4)sbucciate ancóra calde le patate lessate,passatele al setaccio o ad una schiacciapatate,mescolate con il tonno sbriciolato e sgocciolato accuratamente,le acciughe tritate , il trito d’aglio, salate parsimoniosamente e pepate ad libitum.
5)tritate infine finissimamente  il ciuffo di prezzemolo ed aggiungetelo al composto di tonno e patate,mischiate molto bene e coprite,lasciando ad insaporire per circa 20’.
6)mettete in una padella di ferro nero olio abbondante per friggere, evitando d’usare olio di oliva extravergine, sciacquate sotto un getto d’acqua fredda le fette di melanzane,strizzatele,asciugatele e friggetele,ponendole
su di un foglio assorbente,per togliere l' eccesso d’unto.
7)prendete ad una alla volta le fette fritte di  melanzane,farcitele con  un cucchiaio  di composto di tonno e patate,arrotolatele su se stesse  a fagottello ed infilatevi
due stecchini per chiuderle.
Mandate in tavola caldi di fornello questi gustosi fagottelli e godetevi l’applauso dei commensali!
Vini:  secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano) freddi di frigo.

Mangia Napoli, bbona salute!
raffaele bracale

FAGOTTELLI DI TRIPPA


FAGOTTELLI DI TRIPPA

Ingredienti e dosi per 6 persone
·         600 g di trippa di vitello già raschiata, pulita e bollita
·         200 g di formaggio pecorino (possibilmente laticauda!) piccante tagliati a dadini
sedano tritato 1 costa,
·         2 spicchi di aglio tritati con un gran ciuffo di prezzemolo
·         500 g di polpa passata (o fresca o in bottiglia) di pomidoro  tipo Roma o San Marzano, sbollentati, pelati e passati con un passaverdure a buchi fitti
·         1 cipolla dorata  
·         Alcune foglie di basilico
·          1 bicchiere d’ Olio d'oliva extra-vergine p.s.a f.
·         Sale fino   e pepe nero q. s.
 Preparazione
Tagliate la trippa  in quadrati di 10 cm circa di lato.
In mezzo a ogni quadrato sistemate un paio di  cubetti di pecorino piccante e un pizzico di prezzemolo e aglio tritati insieme ad  un pizzico di pepe nero.
Chiudete i quadrati di trippa a triangolo e fissatene i bordi con uno stecchino.
Scaldate in un’ampia padella   tutto l'olio,e  fatevi appassire una cipolla tagliata finemente,il sedano tritato ed unite poi la polpa di pomodoro e qualche foglia di basilico; fate cuocere per 10 - 12 minuti, quindi unite i fagottini e spolverate con poco sale e pepe.
Continuate la cottura per altri 15 minuti e servite caldi di fornello questi fagottelli come seconda portata povera, ma gustosa.
 Vini: Corposi vini rossi campani (Solopaca, Aglianico, Piedirosso, Taurasi), stappati un’ora prima di usarli e possibilmente scaraffati e  serviti a temperatura ambiente
Mangia Napoli, bbona salute! e diciteme: Grazie!

raffaele bracale

NAPOLI-SPAL (28.6.20) 3 A 1 ‘A VEDETTE ACCUSSÍ


NAPOLI-SPAL (28.6.20) 3 A 1
‘A VEDETTE ACCUSSÍ
Tutto a pposto guagliú! Tutto a pposto! Ajere nujaute ‘ntribbuna-divano senza bbannere, ma dicenno a auta voce:”’E CCHIÚ, ‘E CCHIÚ, ‘E CCHIÚ CIUCCIO FA’ TU!” ce spassajemo a vvedé n’ata atalossa (prova) pusitiva d’’o Ciuccio capace d’accavallà  (imporre) ‘o juoco suĵo, ma  pure ‘e  sufferí affuzzanno (vincendo) e ppurtannose â casa  ‘a zuppa  cu ttre addaffe (reti) fatte [3’ cu Cciruzzo, 36’ cu Ppeppe ‘a ‘nguenta e 78’ cu ‘o Mmerecato] e una sola pigliata, e ffove ‘na zuppa ca ce permettette ajeressera ‘e purtarce ‘ncrassifica  a ttre ppunte dê pecurare rumanise e ddô quinto posto ca a ccunte fatte p’’o mumento è ‘o mmeglio pussibbile. Passammo ê ppaggelle:
MERET[‘O Lungagnone] 6 Una o doje vote chiammato ncausa da lontano se facette apprezzà e ‘ncopp’a ll’addaffa (rete) ‘e Petagna nunn’avette itimma  (responsabilità).
 HYSAJ[Mezacucchiara] 6 Atalossa ( prestazione) a ttente chiare e scure pe ll’udé  (terzino)arbanese ca currette assaje ma fove ‘mpriciso a ll’epata ‘e muitto (in fase di impostazione) d’’o juoco. Po’ ffà ‘e cchiú.

 MAKSIMOVIC[‘O ‘Ntontero] 5,5 Cunfermaje ‘o mumento pusitivo, ma, e mme dispiace se mmereta miezu zifo mancante pecché, mmerzo â mez’ora  lassaje libbero a Ppetagna ca ce futtette! Peccato.

 KOULIBALY[‘O Ggialante] 6,5  Sibbacco (match) ca nun lle dette troppe apprenzione  (preoccupazioni):mettette ‘a musarola a Ccerri iê vvote facette a spurtellate cu  Ppetagna. [Da ll’80’  MANOLAS[Chitelassa6 ‘e stima.]

 RUI 6,5 : Atalossa (prestazione) ‘e granne sacrifiggio pe ll’udé purtuchese ca daffaje (spinse) assaje ‘ncopp’â ferza mancina currenno p’uttanta minute.
[da ll’80’ GHOULAM 6 ‘e stima].

 RUIZ[Amemalonga] 7  Fove isso ‘o prutacunista d’’a serata d’’o Ciuccio; fove ‘o padrone d’’a linia mediana e ddirettore d’urchesta dettanno tiempe e àsteme  ‘e pasiglio  (righe di passaggio), ‘e cchiú dduje missidde (assist) a zzuco ‘e caramella!

 LOBOTKA 6,5 Artachio (tecnico), ‘nteliggente e ppreciso fove pur’isso assaje pusitivo cunfermanno ca  Gattuso nun se sbagliaje mannannolo ‘ncampo dô primmo minuto ô posto  Demme ca ajere s’arrepusaje.

ELMAS[‘O Turco] 6,5 Ggiraje a mmestiere truvanno pure ‘na bbella palla pe Ppeppe ‘a ‘nguenta ca signanno adderezzaje ‘a varca dopp’’o russimmo (pareggio) ‘e Petagna.

CALLEJON [Peppe ‘a ‘nguenta ] 7,5 Lle cunziglio ‘e se taglià chilli mustaccielle ca ‘o fanno assumiglià a ‘nu sorice ‘nfuso ‘a ll’uoglio, ma se mmeretaje ll’applavuso d’’a tribbuna-divano  pecché fove ‘o  jucatore serio ca a dduje juorne dô mmaturarse ‘e cuntratto facette n’atalossa (prestazione assje pusitica currenno ‘ncopp’a ttanti pallune e ttruvanno d’addaffa (rete) overamente ‘mpurtante! [Dô 78’  YOUNES[‘O Mmerecato] 7 Trasette e ccumme lle succere spisso ‘o primmo pallone tuccato ‘o mannaje ‘nfunn’ô sacco. Applavuso!

 MERTENS [Ciruzzo] 7  Ce facette arrecrià purtannose a 123 addaffe (reti) cumplessive cua ‘a maglia luvarda (azzurra): n’addaffa (rete) quase subbeto pe mmettere ‘e ccose ‘nchiaro,’nu missiddo  (assist) [po’ inutile] pe Llorenzigno i ‘a dimustrazziona ca sta passanno ‘nu bbellu mumento cu ‘a maglia e ccu ‘a città [Dal 64’ MILIK[Sant’Arcadio] 6 ‘e stima  Trasette e sse facette vedé addó fove nicessario, ma nunn’avette accasione.]

 INSIGNE[Lorenzigno ] 6,5 ‘A varra ca cunzola â zia monaca ‘e Pairetto lle levaje ‘a priezza ‘e avé signato, ma p’’o riesto fove friccecariello e ppusitivo cumm’ê cumpagne ‘e sezzione (di reparto) [Dô 65’  LOZANO 6+ Trasette e ddimustraje subbeto ‘e tené ggenio currenno a ccapa sotta e ddannose da fa. Se vedette ca vulesse jucà ‘e cchiú!]

all.  GATTUSO 7  Cinche arnasse (vittorie) cunzecutive ‘n ‘nSerie A E nun so’ cchiacchiere cheste, s’ nummere ca ‘o Napule nun truvava da paricchio; ‘a scuatra soja, cumme v’aggiu ditto, jucaje urdinata, cu fficre (idee) chiare, sapenno addó vuleva arrivà e nnun ghiette ‘int’ê chiavette manco doppo ‘e ll’addaffa (rete) ‘e Petagna sott’â mez’ora.
 Arb. PAIRETTO 5,5 Grossi fetenzie nun ce ne facette, ma   troppo pignuolo, ògne vvota ca ‘o Ciuccio signaje chiammaje chille d’’a varra pe ffà cuntrullà quacche saciccio e ttanno fove cuntento quanno   se facette mettere ‘e ppurpette ‘mmocca e ce annullaje n’addaffa  (rete) p’uno o duje  centimetre ‘e  spalla. Esaggerato!
E fermammoce cca. Mo, si ‘o Cielo ‘o vvo’ ce sentimmo viernarí ca vene pe ccuntareve chello ca succede a Bbergamo ggioverí ê sette e mmeza. Statevi bbe’ e  Alluccate ‘nzieme a mme: E CCHIÚ, ‘E CCHIÚ, ‘E CCHIÚ CIUCCIO FA’ TU!”
R.Bracale Brak