lunedì 21 giugno 2021

MARMAGLIA, GENTAGLIA, CIURMAGLIA ETC.

MARMAGLIA, GENTAGLIA, CIURMAGLIA ETC.

 

Questa volta prendo  spunto da una richiesta fattami da   un caro amico: P.G.,del quale per problemi di riservatezza posso solo indicare le iniziali di nome e cognome, amico  facente parte della Ass.ne Ex Alunni  del Liceo classico G.Garibaldi di Napoli, che è uno dei miei abituali ventiquattro lettori  e che spesso si sofferma a leggere le mie paginette sparse qua e la; dicevo che prendo spunto   da una sua richiesta (relativa ad una desueta parola napoletana: ‘na mmorra) per parlare delle  voci italiane in epigrafe ed illustrare a seguire quelle che le rendono in napoletano e sono molto contento della richiesta perché mi darà modo di illustrare alcune parole napoletane antiche e disusate, ma grandemente icastiche.Cominciamo dunque illustrando le voci dell’italiano dove troviamo:

 accozzaglia, s.vo collettivo f.le riferibile a persone e/o cose

 1insieme disordinato di persone o cose: un'accozzaglia di delinquenti; un'accozzaglia di oggetti.

2turba confusa di persone spregevoli, o massa discordante di cose:  'accozzaglia di gente varia d’età e di sesso; un’'accozzaglia di vasellame e posate spaiati.

etimologicamente la voce è (attraverso l’uso del suff. aglia  (che deriva dal lat. -alia, neutro pl., e forma sostantivi che ànno valore collettivo, spesso, come nel caso che ci occupa, spregiativo)) un deverbale di accozzare (= mettere insieme senza ordine persone o cose) derivato di cozzare giacché in origine accozzare significò unire con violenza; a sua volta cozzare è un deriv. di cozza, variante di coccia, nel sign. di 'testa'in quanto l’urto violento si pensava avvenisse fra due o piú teste);

ciurma, s.vo f.le collettivo f.le riferibile solo a persone

1 equipaggio di una nave (oggi per lo piú spreg.) | il personale delle tonnare
2 (st.) l'insieme degli schiavi e dei forzati che stavano ai remi nelle galere: ciurma scapola, i rematori non incatenati
3 (fig.) stuolo di gente chiassosa o ciarliera;

 4 in Sicilia, il complesso degli operai di una miniera.

etimologicamente voce dal lat. celeusma 'canto dei rematori', che è dal gr. kéleusma 'comando, battuta per dare la cadenza ai rematori';

ciurmaglia, s.vo f.le collettivo f.le riferibile solo a persone

1 moltitudine di gente turpe, infame, abominevole

2 equipaggio rabberciato di una carretta del mare (nave  o qualsiasi altro mezzo di trasporto vecchio e malandato) etimologicamente anche questa  voce è dal lat. celeusma  con l’aggiunta del suff. spregiativo aglia;
 gentaglia, s.vo f.le collettivo f.le riferibile solo a persone

Raduno, adunanza, consesso di gente spregevole, accolta di persone (anche poche) di mentalità e costumi volgari. etimologicamente  questa  voce è dal s.vo gente (che è dal lat. gente(m))  con l’aggiunta del suff. spregiativo aglia;

marmaglia, s.vo f.le collettivo f.le riferibile solo a persone 
1 insieme di gente deprecabile, turpe, spregevole;
2 (scherz.) gruppo chiassoso di bambini o ragazzi etimologicamente  questa  voce è dal  fr. marmaille (è riconoscibile il suff. spregiativo lat.  alia→aille= aglia), deriv. di marmot 'bambino, marmocchio';

plebaglia, s.vo f.le collettivo f.le riferibile solo a persone

voce spreg. plebe, maramaglia. La parte peggiore della plebe, o la plebe vista nei suoi aspetti peggiori: le grida, le intemperanze della p.;

 con valore piú chiaramente soggettivo: tutti gli altri, per lui, non sono che plebaglia;

 etimologicamente  questa  voce è dal s.vo plebe (che è dal lat.  lat. plíbe(m))  con l’aggiunta del consueto suff. spregiativo aglia;

feccia, s.vo f.le s.[pl. -ce]
1 deposito melmoso lasciato dal vino sul fondo della botte per sedimentazione, e contenente i sali di potassio e di calcio dell'acido tartarico | bere il calice sino alla feccia, (fig.) sopportare ogni amarezza fino all'estremo limite
2 (estens.) ogni residuo che si sedimenta sul fondo di recipienti contenenti liquidi
3 (fig.come nel caso che ci occupa) la parte peggiore di qualcosa: la feccia della società

4 (ant. al pl., o anche al sg.), le feci, cioè gli escrementi umani: E molta feccia il ventre lor dispensa (Ariosto). etimologicamente  questa  voce è dal lat. volg. *faecea(m), deriv. del class. faex faecis 'feccia, sedimento';

 teppa, s.vo f.le collettivo f.le riferibile solo a persone

la feccia, la gentaglia, la canaglia di una città, di un ambiente urbano. Si tratta di un termine che, dal nome della Compagnia della teppa, società di giovinastri e malviventi milanesi dediti a prepotenze e bagordi, costituitasi intorno al 1817 e stroncata dalla polizia nel 1821, è passato nell’uso di tutta Italia per indicare la malavita delle grandi città, o un insieme qualsiasi di persone che facciano atti di violenza o di vandalismo: mescolarsi con la t.; s’era unito con la peggiore t. del paese; la t. cittadina aspettava il primo segno di affievolimento del potereper agire indisturbata. Etimologicamente  questa  voce è da collegarsi al termine dialettale milanese tepa= muschio con riferimento ed allusione ai prati di Piazza Castello di Milano, dove la Compagnia della teppa era solita radunarsi.

Esaminate ed esaurite cosí le voci dell’italiano, passiamo a quelle del napoletano partendo da quella che à sollecitato la stesura queste paginette; ed abbiamo

morra/mmorra, s.vo f.le

in primis, con il s.vo in esame (che è dal greco myríos(attraverso il fr. mourre)= gran moltitudine) si indica la mandria,il branco, l’armento; per traslato poi si indica  spregiativamenteuna torma, uno stuolo,una schiera, un’orda di persone che facciano consorteria e tengano un comportamento precipitoso, imprudente, avventato, impulsivo, frettoloso, affrettato, abborracciato, raffazzonato, sciatto, approssimativo, trasandato, chiassoso; rammento che dal s.vo in esame nel napoletano è stato ricavato l’a.vo ammorrone/a  oppure ammurrone/a, agg.vi m.li  o f.li aggettivi che corrispondono ad un dipresso a gli italiani precipitoso/a, imprudente, avventato/a, impulsivo/a, frettoloso/a, affrettato/a , ma che in realtà trovano il migliore  corrispondente  in abborracciatore/trice, impreciso/a, vago/a, approssimativo/a, superficiale, nessuno dei quali però ripete l’aggancio semantico della voce napoletana che, molto icasticamente collega un comportamento  precipitoso, imprudente, avventato, impulsivo, frettoloso, affrettato, abborracciato, raffazzonato, sciatto, approssimativo, trasandato, chiassoso e scomposto come quello tenuto dalle bestie di media o piccola taglia (bovini ed ovini) allorché raccolte in mandrie (mmorre) si muovono in maniera disordinata, scomposta, caotica;  

 

cananèa, s.vo f.le voce desueta

canea, vociare continuato e crescente indistinto, ma fastioso   di un gruppo turbolento di individui chiassosi e scomposti; vociare fatto  ad imitazione quasi del latrare d’una muta randagia  di cani ; rumore che fanno piú persone parlando ad alta voce o gridando: se senteva’a luntano ‘na cananèa pe tutto ‘o vico(si sentiva in lontananza  un vociare per tutto il vicolo); dâ chiazza arrivava ‘na cananèa ‘e guagliune ca jucavano a ppallone(dalla piazza veniva un vocío sempre crescente di ragazzi che giocavano a pallone); per sineddoche il gruppo delle  persone che che producono quel vociare;etimologicamente è voce denominale di cane (lat. cane(m)) da questa voce napoletana,  per sincope cananèa→ca(na)nèa, la lingua ufficiale à appunto ricavato canèa di significato analogo;

chiorma, s.vo f.le 1 ciurma (oggi per lo piú in senso spregiativo)
2  (fig.) moltitudine di gente spregevole; in tale accezione la voce è accompagnato quasi sempre da uno specificativo: ad es.: ‘na chiorma ‘e fetiente ‘na chiorma ‘e mariuole etc.(una ciurma di fetenti – una ciurma di ladri etc.); etimologicamente la voce è dal lat. celeusmac(e)leu(s)ma→chieuma→chioma→chiorma con epentesi di una r eufonica; a sua volta celeusma  è marcato  sul gr. kéleusma 'comando, battuta per dare la cadenza ai rematori';

maniata, s.vo f.le dai numerosi significati:

1)toccamento,palpeggiamento,stazzonamento,perquisizione

2)(ed è il caso che ci occupa)gruppo, riunione, raduno, adunanza, consesso, assemblea; accolita di persone spesso spregevoli; come il precedente lemma anche questo in esame nel senso sub 2 è accompagnato da uno specificativo, ad es.: ‘na maniata ‘e zezzuse, ‘na maniata ‘e ‘mbrugliune etc.(un’accolita di sporcaccioni, -un consesso di imbroglioni etc.);etimologicamente la voce in esame è un deverbale di maniare=palpare,toccare, stazzonare verbocostruito sil s.vo manus= mano che semanticamente nel sign. sub 1) è presente nel fatto che toccamenti,palpeggiamenti,stazzonamenti operquisizioni vengon operati usando le mani; d’altro canto il s.vo manus= mano  semanticamente è chiaramente presente nel sign. sub 2) per il fatto che i componenti di  un gruppo,una riunione,un raduno, un’adunanza, un consesso, un’assemblea, un’accolita di persone  spregevoli nella maggior parte dei casi son cosí tanto  affiatati, compatti, solidali, uniti tra di loro da poter esser metaforicamente contenuti e/o raccolti in/con una sola mano;

maneca, s.vo f.le da piú di un significato:

1)   manico (di un oggetto)

2)   manica (di un capo di vestiario

3)   (ant.) schiera militare

4)   (ed è il caso che ci occupa) combriccola, cricca,gruppo, riunione, raduno di persone poco raccomandabili; etimologicamente la voce è dal lat. manica(m), deriv. di manus 'mano'; il sign. 3  si spiega con l'uso, proprio del XVI secolo, di disporre, a scopo di difesa, due schiere di moschiettieri ai lati di uno squadrone centrale, come fossero due braccia ai lati di un corpo; il sign. 4 (che ci occupa) à all’incirca la medesima spiegazione in quanto un tempo ogni prepotente,tiranno, despota, soverchiatore era solito incedere portando a scopo di difesa, due schiere di guardie del corpo, guardaspalle, gorilli, sicarî, sgherri, scherani come se fossero le braccia del proprio corpo;

mappata, s.vo f.le da piú di un  significato:

1)quantità di cose che può esser contenuta in un tovagliolo annodato;

2)accozzaglia

3) (fig.ed è il caso che ci occupa)cricca, combriccola, consorteria, congrega, combutta, conventicola di persone malfamate; in tale accezione la voce in esame è spesso accompagnata da uno specificativo ad es.: ‘na mappata ‘e cafune, ‘na mappata  ‘e scieme  etc.(un’accolita di villani, -un consesso di sciocchi etc.);etimologicamente la voce in esame è un denominale del lat. mappa=tovagliolo;

matta, s.vo f.le dal triplice significato; nel 1°e 2° è però desueto, mentre vive ancóra nel 3°

in primis 1 branco, mandria;

2(figur. e spreg.ed è il caso che ci occupa) banda, manica, combriccola, genía di cattivi soggetti;

3 particolare carta da giuoco cui, nel popolare giuoco d’azzardo italiano  détto sette e mezzo, si puó assegnare qualsiasi valore; etimologicamente la voce in esame nell’accezione originaria sub 1 ed in quella figurata sub 2 deriva da un lat. med. macta(bestiarum)=mandria di bestie;  nell’accezione  sub 3 è voce da far risalire  allo sp. mata, nome di un gioco di carte;

mazzamórra s.vo f.le voce desueta

in primis

1 gran torma, armento numeroso;

2(figur. e spreg.ed è il caso che ci occupa) vasta accolita,riunione moltitudine, congerie di cattivi soggetti;

etimologicamente la voce in esame è formata dall’unione (in funzione intensiva) del s.vo matta→mazza nell’accezione sub 1),or ora esaminata,con il s.vo morra (cfr. antea)

 mazzamurro, s.vo m.le voce desueta

 in primis

1 piccola torma,  contenuto armento;

2(figur. e spreg.ed è il caso che ci occupa) piccola accolita,contenuta riunione, congerie di cattivi soggetti;

etimologicamente la voce in esame è formata come la precedente dall’unione (in funzione intensiva) del s.vo matta→mazza nell’accezione sub 1),or ora esaminata,con il s.vo morra (cfr. antea); nella voce in esame però si è ricavato un metafonetico maschile murro←morra per render maschile il s.vo mazzamorra e farlo diventare mazzamurro e ciò perché mazzamorra indicò una gran torma, un armento numeroso, mentre con mazzamurro  si indicò piccola torma,  contenuto armento secondo il noto criterio del napoletano per il quale un oggetto (o cosa quale che sia) è inteso, se maschile, piú piccolo o contenuto del corrispondente femminile; abbiamo ad . es. ‘a tavula (piú grande rispetto a ‘o tavulo piú piccolo ),‘a tammorra (piú grande rispetto a ‘o tammurro piú piccolo ), ‘a cucchiara(piú grande rispetto a ‘o cucchiaro piú piccolo), ‘a carretta (piú grande rispetto a ‘o carretto piú piccolo ); fanno eccezione ‘o tiano che è piú grande de ‘a tiana e ‘o caccavo piú grande de ‘a caccavella

scamunea/eja/èra s.vo f.le  icastica, ma desueta voce antica dalla triplice morfologia e dal doppio significato

1 scammonia, erba il cui appiccicoso estratto veniva usato quale purgante;

2 (figur. e spreg.ed è il caso che ci occupa) gentaglia, marmaglia, bordaglia, scarto, accolita di monelli, discoli, malandrini adusi se non a delinquere a procurar danni.

etimologicamente la voce nella triplice morfologia è dal lat. scammonĭa/scammonĕa  marcata sul greco skammonia; nel napoletano si è preferito per questioni espressive adottare la  consonante nasale bilabiale (m) scempia piuttosto che quella doppia etimologica, doppia che avrebbe dato alla voce un’aggressività non auspicabile in un... purgante; il collegamento semantico tra l’erba scammonia e l’accolita di monelli scamunea/eja/èra si coglie proprio mettendo a confronto l’appiccicosità dell’estratto erbaceo e l’unione quasi appiccicaticcia che tiene uniti la combriccola dei monelli, oltre che dal fastidio  degli effetti lassativi prodotti dall’erba scammonia  e da quello di taluni danni procurati scamunea/eja/èra dei monelli.

E potrei far punto qui ma mi sovviene che è possibile

(a margine e completamento di quanto ò già  scritto circa le voci marmaglia etc.), prendere in esame, come faccio, qui di sèguito dapprima le voci dell’italiano e poi quelle del napoletano che si riferiscono a particolari tipi di adunanze o unioni di piú persone per conseguire, dichiaratamente e non,  scopi illeciti. 

 In italiano abbiamo

brigata, s.vo. f.le

1 gruppo di persone che si riuniscono per lo più a scopo di divertimento: una brigata di buontemponi; essere della brigata, far parte della compagnia | prov. : poca brigata, vita beata, in pochi si sta meglio
2 (mil.) unità tattica dell'esercito costituita da due o tre reggimenti, attualmente anche di armi e specialità diverse | (ant.) banda di armati: far brigata, raccogliersi in armi
3 gruppo di combattenti irregolari organizzati in formazioni armate: le brigate partigiane | Brigate internazionali, quelle, composte da volontari di vari paesi, che operarono in difesa della repubblica durante la guerra civile spagnola (1936-1939) | Brigate nere, quelle fasciste nel periodo della Repubblica sociale italiana (1943-1945) | Brigate rosse, quelle dei terroristi di estrema sinistra operanti in Italia negli anni '70 e '80
4 gruppo di persone che si riuniscono non piú a scopo di divertimento, ma a fini truffaldini: una brigata di imbroglioni;  5 (ant.) famiglia.

voce etimologicamente deverbale di brigare= tentare con tutti i mezzi, anche illeciti, di raggiungere uno scopo; il verbo fu direttamente dal catalano bregar =infastidire,molestare, imbrogliare (senza passare attraverso il s.vo briga =noia, fastidio, molestia, maneggio, imbroglio);

combriccola, s.vo. f.le

1 (spreg.)  contenuta unione di piú persone per scopi volutamente illeciti; cricca: una combriccola di lestofanti
2 (fam.) gruppo, comitiva di persone,...

voce etimologicamente derivata (seguendo il percorso cum→com+bricco(ne)+ ola(f.le di olo secondo elemento, dal lat. olus/ola che unito ad aggettivi o sostantivi forma alterati con valore diminutivo o vezzeggiativo))  quale appunto  denominale da briccone (= persona scaltra, malvagia, senza scrupoli)
 per il quale una sostanziosa scuola di pensiero pensa – epperò non so con quanta esattezza, (attesa un’evidente differenza semantica di cui dirò) – pensa dicevo ad un antico francese bric = stolto; tale idea non mi convince punto poi che trovo che semanticamente siano addirittura agli antipodi la persona scaltra, astuta, malvalgia indicata con la voce briccone e lo stolto dell’ antico francese bric e mi fa meraviglia che una considerazione tanto ovvia non sia stata fatta da nessuno dei numerosi linguisti che accolgono l’idea che briccone provenga dall’antico francese bric; molto piú perseguibile m’appare l’idea che briccone abbia una relazione di filiazione o fraternità con l’ant. alto tedesco brëcho= offensore, perturbatore,predone, malfattore; un’altra scuola di pensiero pensa per briccone ad un accrescitivo (cfr. il suff. one) di bricco antica voce etimologicamente pare ricostruito su di un termine settentrionale bricca=luogo scosceso, dirupo; bricco valse nel linguaggio regionale furfante ma a mio avviso è molto forzato il collegamento semantico tra il furfante di bricco ed il dirupo di bricca; a questo punto penso proprio che delle tre proposte la migliore via etimologica di briccone sia quella dell’ant. alto tedesco brëcho= offensore, perturbatore,predone, malfattore;

consorteria, s.vo. f.le

1 nel medioevo, gruppo di famiglie nobili associate nella difesa di interessi comuni;
2 (spreg.) fazione di loschi individui o pure gruppo politico o economico che perseguono i propri... illeciti interessi; etimologicamente voce denominale dell’agg.vo consorte che è dal  lat. consorte(m), comp. di cum 'con' e sors sortis 'sorte'; propr. 'che partecipa della stessa sorte';

combutta, s.vo. f.le

1 mescolanza di cose varie ed indistinte, unite alla rinfusa;

2 (per est., spregiativamente come nel caso che ci occupa)unione di piú persone che perseguono un fine poco chiaro o disonesto: una combutta di imbroglioni; fare combutta, entrare in combutta con qualcuno. etimologicamente la  voce  è un deverbale di buttare (dal fr. ant. bouter, provenz. botar, di orig. germ.) con prostesi di con (=gettare/ta insieme) ad indicare un miscuglio;
 compagnia,
s.vo. f.le di vario significato

1 l’intrattenersi insieme con altri; il non essere soli;

per estens., la persona o le persone con cui si è insieme: cercare, amare, evitare la compagnia; essere in buona, in cattiva compagnia; dolce compagnia, quella della persona amata; dama di compagnia, donna al servizio di una signora aristocratica e/o facoltosa,  con il compito di assisterla e intrattenerla | (ant.) familiarità, intimità, alleanza, lega | complemento di compagnia, (gramm.) quello che esprime relazione di compagnia con essere animato (p. e. passeggiare col cane)
2 gruppo di persone che si riuniscono per conversare, discutere, divertirsi; insieme di compagni, di amici: un'allegra compagnia; una compagnia di giovani, di persone anziane '... e compagnia bella, (fam.) e via dicendo, e così via;

((per est., spregiativamente, come nel caso che ci occupa)unione, gruppo di  piú persone che che si riuniscono per perseguire fini fraudolenti, sleali, truffaldini;
3 gruppo di artisti e tecnici scritturato per eseguire spettacoli: compagnia teatrale, drammatica; compagnia stabile
4 società commerciale, che in genere opera nel campo dei trasporti o delle assicurazioni: la Compagnia delle Indie; la Compagnia dei vagoni letto; compagnia di bandiera, società di navigazione aerea o marittima che rappresenta ufficialmente lo stato a cui appartiene
5 ordine religioso, confraternita: Compagnia di Gesú, l'ordine dei gesuiti
6 (mil.) reparto intermedio tra il plotone e il battaglione, al comando di un capitano | compagnia di ventura, dal sec. XIV al XVI, banda di soldati mercenari guidata da un condottiero
7 (ant.) corporazione di lavoratori.

etimologicamente la voce è un denominale di compagno che è dal lat.  mediev. companio nom., comp. di cum 'con' e un deriv. di panis 'pane'; propr. 'chi mangia il pane con un altro';

conventicola, s.vo. f.le s. f.

1(lett.) riunione segreta di poche persone;

 2(estens.e spregiativamente come nel caso che ci occupa)) ristretto gruppo di persone che persegue interessi di parte, spec. se in modo illecito; consorteria: conventicole accademiche;

etimologicamente la voce è dal lat. conventicula, neutro pl. di conventiculum 'riunione, capannello', deriv. di convenire←cum-venire  'trovarsi insieme';

conciliabolo. s.vo. m.le

1 adunanza, conversazione segreta o appartata (tenuta per fini illeciti o comunque oscuri, sospetti);

2 per metinomia il gruppo delle persone che  tengono quella adunanza;

etimologicamente la voce è dal lat. conciliabulu(m) 'luogo di adunanza', deriv. di conciliare 'riunire insieme'.

 

E veniamo al  napoletano dove troveremo  numerose voci di cui però molto desuete; vediamole:

acchietta, s.vo. f.le  antica voce icastica, ma desueta

1 compagnia, brigata,

2 (spregiativamente come nel caso che ci occupa)accozzaglia di individui che si riuniscono a fini fraudolenti; etimologicamente la voce è  un deverbale del lat. applicita(m) p. p. di applicare =congiungere, unire con riferimento allo stare insieme ed uniti degli individui che formano la  compagnia, brigata,accozzaglia; rammento altresí che il napoletano conserva ed usa ancóra il termine chietta = accoppiata, coppia derivata anch’essa come la voce in esame da  applicita(m)→applicta(m)→(ap)plietta→chietta  con tipica assimilazione regressiva ct→tt e consuetonormale sviluppo di pl→chj→chi (cfr. ad es.:  chino ←plenum, cchiú←plus, chiaja←plaga, chiummo←plumbeum etc.).

 cumitiva, s.vo. f.le1 gruppo di persone che fanno insieme una gita, un viaggio, un'escursione e sim.: una comitiva di turisti; viaggiare, pranzare in comitiva

2 (spregiativamente come nel caso che ci occupa)associazione di individui poco raccomandabili  che si riuniscono a fini ingannevoli o subdoli o dichiaratamente delittuosi, disonesti;

3 (lett.,ma rarissimo) seguito di un personaggio importante.

etimologicamente la voce è dal lat. tardo comitiva(m)→cumitiva(m), deriv. di comes -itis 'conte'; propr. '(sèguito) del conte'

cungrega, s.vo. f.le antica voce icastica, ma desueta almeno nell’accezione negativa di consorteria

1 congregazione, confraternita religiosa;

2 (spregiativamente come nel caso che ci occupa)accozzaglia di individui che si riuniscono per delinquere spesso nascondendosi sotto mentite spoglie di riunirsi per conseguire onesti fini sociali; spesso ad es.  oggidí la voce cungrega è usata riferita ironicamente e spregiativamente a talune cosiddette associazioni onlus  i cui componenti  fanno le viste di voler soccorrere il prossimo, ma in realtà perseguono utilitaristici ed egoistici fini, lucrando spesso per sovvenzioni pubbliche  e confidando su di una impunibilità che lo Stato (per incapacità o neghittosità) concede loro; 3 (ironicamente) accolta di piú persone: ‘na cungrega ‘e cape ‘e pezza(una riunione di monache);

voce etimologicamente deverbale del lat. congregare, propr. 'riunire in gregge', comp. di cum 'con' e un deriv. di grex gregis 'gregge';

cricca, s.vo. f.le s. f. antica voce icastica,ancóra viva e vegeta


1(ed è il caso che ci occupa) gruppo di persone che tendono a favorirsi reciprocamente in danno altrui; combriccola, camarilla;
2 (fam.) compagnia di amici: se nn’è gghiuto cu ‘a cricca soja(è andato via con la sua combriccola d’amici)

etimologicamente la voce per moltissimi degli addetti ai lavori è d’etimo incerto o addirittura  sconosciuto, ma a mio avviso la voce in esame deriva chiaramente dal francese clique→crique→cricca di pari significato;

 

 janarizzío, s.vo. m.le antica voce icastica, ma desueta

1 conciliabolo di streghe o di donnacce;

2 (estens.spregiativamente ed ironicamentecome nel caso che ci occupa) Adunanza furtiva e appartata per fini illeciti o misteriosi: ‘nu janarizzio ‘e cungiurate(un conciliabolo di cospiratori); riunione, conversazione appartata e informale: primma ‘e ll’assemblea nce fuje ‘nu janarizzio ‘e cierti prufessureggiuvane ’mmiez’ô curredore(prima dell’assemblea ci fu  un conciliabolo di alcuni professorigiovani nel corridoio) del dipartimento.

etimologicamente è voce denominale di janara (con l’aggiunta del suffisso izzio  adattamento del suff. izio che continua il lat. -ĭcius e -īcius, con la variante -ītius, mantenuti distinti negli esiti di tradizione popolare -eccio e –iccio ed –izio -izzio; suffisso derivativo di aggettivi e nomi di origine latina; modernamente è usato anche  per trarre aggettivi da nomi;); la  janara è la strega,la megera,ma pure una donna plebea brutta e malefica; etimologicamente pare essere, come penso e reputo,  un derivato del nome della dea pagana Diana(m), non manca però chi pensa ad una derivazione da (r)janara forma metatetica di irana/iranara = granata coperta di peli di capra;

rocchia, s.vo. f.le antica voce icastica,ancóra viva e vegeta che è esattamente ,

1 torma, schiera;

2 stuolo adunata di giovani rumorosi e spesso facinorosi; voce derivante da un basso latino roclja per il classico rotlja = schiera,

scuglietta, s.vo. f.le antica voce icastica, ma desueta; esattamente:

1 schiera di bricconi e simili

2 torma, combriccola   

voce derivata da un latino collecta= raccolta  con prostesi della S intensiva partenopea.

E adesso con questa aggiunta penso proprio  d’avere esaurito l’argomento, soddisfatto l’amico P.G. ed interessato qualche altro dei miei ventiquattro lettori e penso demum  di poter dire Satis est.

Raffaele Bracale

 

 

 

 

 

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