sabato 12 giugno 2021

SCHIATTAMUORTO

SCHIATTAMUORTO

 

Questa volta su richiesta dell’amico R.A. (al solito, motivi di riservatezza mi impongono di  riportar solo le iniziali di nome e cognome di chi mi scrive per sollecitar ricerche) mi interesserò della voce in epigrafe, cosa che a tutta prima può sembrare macabra, ma penso risulterà interessante per chi avrà la bontà di leggere quanto scriverò. Ciò premesso principio: la voce in esame è quella usata per rendere in napoletano le voci italiane beccamorto, becchino che designano indifferentemente sia  l’addetto al trasporto [propriamente “necroforo” ] che l’incaricato  alla sepoltura dei morti, l’affossatore. Orbene mette conto di precisare che le voci dell’italiano beccamorto e  becchino risultano, ad un attento esame meno precise ed etimologicamente e semanticamente corrette; infatti sia  beccamorto che  becchino sono dei deverbali di beccare stranamente inteso sinonimo di prendere come se l’affossatore piluccasse con un becco [che non à…] il morto. Quanto piú preciso, fedele, veritiero, puntuale, rigoroso, regolare,  ineccepibile il sostantivo napoletano in epigrafe che etimologicamente deriva dall’agglutinazione di schiatta [voce verb. 3ª p. sg. ind. pr. dell’infinito schiattà [di origine onomatopeica] + il sostantivo muorto [dal lat. mort[u]u-m]. Ò parlato di rigorosità e puntualità del sostantivo napoletano che in effetti nella sua formazione ripete esattamente l’azione che facevano temporibus illis gli affossatori napoletani del I e II secolo quando i cadaveri venivano seppelliti nelle catacombe; essi infatti  ponevano a sedere le salme su appositi scolatoi  cioè  approntate vaschette di pietra(détte:cantarelle) dove la salma cedeva, per gravità,  attraverso un sistema di canaletti le proprie secrezioni umorali, fino a che  una volta essiccata,non fósse  pronta per l’inumazione o l’imbalsamazione. [cfr. alibi “puozze sculà”] e quasi sempre gli affossatori, per affrettare lo scolo provvedevano a forare con uno  stiletto le salme, quasi crepandole come otri.

Mi pare non ci sia altro da dire  e penso di poter far punto convinto d’avere esaurito l’argomento, soddisfatto l’amico R.A. ed interessato qualcun altro dei miei ventiquattro lettori e piú genericamente  chi dovesse imbattersi in queste paginette.Satis est.

 Raffaele Bracale

 

1 commento:

Unknown ha detto...

Io conosco un'altra eccezione, grazie ed un amico che, laureatosi in sociologia ha scritto una tesi sul Cimitero Monumentale di Poggioreale.
Ebbene il termine sembra fosse riferito al fatto che in passato i meno abbienti non potendo acquistare una cassa da morto su misura per il loro caro si dovessero accontentare di casse di una unica misura per cui, il defunto che fosse risultato più lungo della cassa veniva letteralmente "schiacciato" al suo interno e da qui la definizione di "schiattamuorto"