sabato 30 maggio 2009

TORCERE & DINTORNI

TORCERE & DINTORNI
Questa volta su suggerimento/richiesta dell’amico E. C. amico di cui al solito (per questione di privatezza) mi limito ad indicare le iniziali di nome e cognome, prendo in esame la voce italiana in epigrafe ed altre omologhe, quelle eventualmente collegate e le corrispondenti del napoletano. Cominciamo:
tòrcere v. intr. [aus. essere; non com., ma comunque coniugabile nei tempi composti attraverso il p.p. tòrto]
(rar.) cambiare direzione, voltare: torcere a destra;
1 avvolgere qualcosa intorno a sé stessa; avvolgere insieme piú fili: torcere i panni bagnati; torcere la lana, sottoporla al processo di torcitura | torcere il collo a un pollo, ad una gallina e sim., per ammazzarli; riferito a persona, è minaccia iperbolica: ti torco il collo! | non torcere un capello, (fig.) non fare alcun male | dare filo da torcere, (fig.) ostacolare, procurare noie o grattacapi
2 piegare, curvare: torcere un ferro | storcere: torcere il naso, la bocca, in segno di disgusto, di disprezzo e sim.
3 (fig. lett.) allontanare, far deviare: torcere qualcuno dal retto cammino;
torcersi v. rifl.
1 contorcersi: torcersi dalle risa, dal dolore
2 (lett.) volgersi: Al suo richiamo i ciascun di noi si torse ||| v. intr. pron. storcersi, incurvarsi, deformarsi: posate che si torcono con facilità. Etimologicamente deriva dal lat. torquēre (torquíre) divenuto, nel lat. volg., ✻torquĕre, poi ✻torcĕre;
avvolgere/avvolvere v. tr. [coniugato come volgere]
1 volgere intorno, arrotolare: avvolgere un filo
2 avviluppare, ricoprire, circondare (anche fig.): avvolgere un pacco nella carta; il mistero avvolse tutta la vicenda
3 (fig. lett.) ingannare: l'ingenua frode avvolge il credulo (D'ANNUNZIO)
avvolgersi/avvolversi v. rifl.
1 girare intorno; arrotolarsi, attorcigliarsi: Come sul capo al naufrago / l'onda s'avvolve e pesa (MANZONI Il cinque maggio)
2 circondarsi, coprirsi tutto intorno, avvilupparsi: avvolgersi in un mantello. Etimologicamente deriva quale adattamento, secondo volgere, del lat. advolvere, comp. di ad e volvere 'volgere, voltolare'.
attorcigliare v. tr.
attorcere piú volte una cosa su sé stessa: attorcigliare una fune
attorcigliarsi v. rifl. e intr. pron. avvolgersi su sé stesso o attorno a un oggetto: le serpi si attorcigliano. Etimologicamente deriva da attorcere (avvolgere strettamente una cosa su sé stessa o piú cose fra loro; iterativo di torcere), per incrocio con attortigliare
curvare v. tr.e intr
piegare in forma di arco: curvare una sbarra ' curvare la schiena,
(fig.) sottomettersi: curvare la testa, la fronte, (fig.) obbedire umilmente
come intr. [aus. avere] descrivere una curva; girare, svoltare: il viottolo curva a destra
curvarsi v. rifl.
1 piegarsi, chinarsi: curvarsi per raccogliere qualcosa
2 (fig.) umiliarsi, sottomettersi
v. intr. pron. diventare curvo, piegarsi ad arco: la trave si è curvata sotto il peso.
Etimologicamente deriva dritto per dritto dal lat. curvare, deriv. di curvus 'curvo'.
flettere v. tr.
1 piegare, curvare: flettere le braccia, le gambe
2 (gramm.) declinare o coniugare: flettere un nome, un verbo.
Etimologicamente deriva dal lat.flectere
intrecciare v. tr.
1 unire in una treccia: intrecciare i capelli
2 (estens.) collegare, unire strettamente; intessere (anche fig.): intrecciare una ghirlanda di fiori; intrecciare le dita, incrociarle; intrecciare le maglie, nei lavori ai ferri, accavallare le maglie l'una sull'altra per impedire che si sciolgano nella finitura di un lavoro; intrecciare danze, detto di più persone, ballare formando con i movimenti come un intreccio di linee; intrecciare le fila di un racconto, raccontare collegando tra loro i vari elementi di una vicenda
3 (fig.) allacciare, stringere: intrecciare una relazione; intrecciare rapporti di amicizia
intrecciarsi v. rifl. recente:
1 ingarbugliarsi, aggrovigliarsi: i fili si sono tutti intrecciati
2 incrociarsi, intersecarsi (anche fig.): ordini e controordini si intrecciavano. Etimologicamente è un denominale formato da un in illativo + il s.vo treccia (che è dal lat. volg. *tríchia(m), dal gr. tardo trichía 'fune, corda', deriv. di thríx trichós 'capello'
storcere v. tr.
1 torcere con forza piegando da un lato; allontanare dalla linea diritta e naturale: gli à storto il braccio; storcere un chiodo | storcersi un piede, un polso, slogarsi, lussarsi | storcere gli occhi, stralunarli | storcere il naso, la bocca, le labbra, in segno di disgusto o disapprovazione
2 (fig. non com.) interpretare alterando il senso; distorcere: storcere le parole di qualcuno; storcere il senso di un discorso
storcersi v. rifl. o intr. pron.
1 di persona, contorcersi, piegarsi con movimenti convulsi: storcersi per il dolore; Quantunque si storcesse, non disse parola!
2 di cosa, piegarsi malamente: il chiodo si è storto. Etimologicamente deriva dal lat. extorquíre 'strappare a forza girando, slogare', con cambiamento di coniugazione;

strizzare v. tr.
stringere energicamente qualcosa per farne uscire il liquido contenuto: strizzare i panni, una spugna; strizzare un limone; strizzare l'occhio, fare l'occhiolino, ammiccare in segno d'intesa. Etimologicamente deriva dal lat. volg. *strictiare, deriv. di strictus, part. pass. di stringere 'stringere'.

Esaminati i verbi dell’italiano passiamo al napoletano dove abbiamo:
arravuglià v. tr.
avvolgere, mettere insieme, mescolare senza alcun ordine: confondere, rendere indistinto, meno chiaro; e per estensione anche imbrogliare; Etimologicamente deriva da un lat. volg. ad-revolviare→arrevoljare→arravuglià;
sos.vo collegato semanticamente al verbo arravuglià, è arravuoglio che vale: avvolgimento e poi raggiro, imbroglio, con derivazione da un lat. volg.*ad-revolviu(m); rammento qui ancóra quale diretto deverbale di arravuglià il sostantivo partenopeo arravuogliacuosemo che è il raggiro, l’imbroglio ed estensimamente il saccheggio, il furto esteso fino al totale repulisti; la parola, costruita partendo, come detto dal verbo arravuglià è addizionata del termine cuosemo che non è, come a prima vista potrebbe sembrare, il nome proprio Cosimo quanto – piuttosto – la corruzione del latino quaesumus; la voce arrevogliacuosemo nacque come espressione irriverentemente furbesca, in àmbito chiesastico, dall’osservazione di taluni gesti sacerdotali durante le celebrazioni liturgiche;
arrenzà/renzïà v. intr. Nel loro significato principale valgono: camminare di traverso, obliquamente donde il significato traslato di torcersi quasi deviando dal cammino retto.Ambedue i verbi a margine son da collegare al verbo latino herere=rasentare, aderire; rammento al proposito le espressioni partenopee jí ‘e renza e gghí ‘e sguincio.
che a prima vista,parrebbero dire la medesima cosa riferendosi ambedue ad un modo strano, non corretto di camminare. Non è così.
C’è una differenza sostanziale tra le due locuzioni;infatti jí ‘e renza si riferisce, come ò detto, effettivamente ad un modo di camminare identificandolo nel procedere in modo obliquo, quasi inclinati su di un lato; diverso il gghí ‘e sguincio che attiene sia ad un modo di camminare e propriamente a quel modo che comporta un’andatura di sghimbescio, tortuosa che ad altro: infatti mentre la prima locuzione jí ‘e renza è usata solo in riferimento al modo di camminare, la seconda gghí ‘e sguincio è riferita non solo ad un modo di procedere, ma anche ad un modo comportamentale che sia scorretto, subdolo, non lineare, in una parola: sleale. Il termine sguincio viene dal francese guenchir(procedere di sbieco) cui è premessa una S rafforzativa, mentre il termine renza viene dal participio presente del verbo latino haerere= aderire; in napoletano infatti si dice pure tirarse ‘na renza cioè prendere un’abitudine, aderire ad un modo di fare;

arriccià v. tr. (etimologicamente denominale di riccio che è dal lat. ericiu(m), deriv. di ir- íris 'riccio'
1 piegare in forma di riccio; avvolgere a riccio: arriccià ‘e bbaffe, ‘e capille
2 (estens.) accartocciare, corrugare,storcere, increspare: arriccià ‘nu fuoglio; arriccià ‘ol pilo, detto di animali, rizzarlo in segno di paura o di difesa; arriccià ‘o naso, storcerlo per disgusto, disapprovazione o insoddisfazione
arricciarse v. intr. pron.
1 farsi riccio; per estens., raggrinzirsi, incresparsi: ‘e fronne s’ erano tutte arricciate
2 (non com.) farsi irto, drizzarsi, detto di capelli o pelo o altro; in quest’ultima accezione però piú che arriccià, in napoletano si usa il verbo arrezzà (dal lat. volg. *ad +rectiare, deriv. di ríctus 'diritto')= rizzare e per traslato eccitarsi sessualmente;
‘ntrezzàv. tr.
1 unire in una treccia: ‘ntrezzà ‘e capille
2 (estens.) collegare, unire strettamente; intessere (anche fig.): ntrezzà ‘na sarcenella ; ntrezzà ‘e ddeta, incrociarle; ntrezzà ‘e mmaglie, nei lavori ai ferri, accavallare le maglie l'una sull'altra per impedire che si sciolgano nella finitura di un lavoro; ntrezzà’na tarantella, detto di piú persone, ballare formando con i movimenti come un intreccio di linee; 3 (fig.) allacciare, stringere: ntrezzà ‘na relazzione; ‘e ‘na manera o ‘e n’ata, ntrezzà n’ amicizia
‘ntrezzarse v. rifl. rec.
1 ingarbugliarsi, aggrovigliarsi:’e file se so’ tutte ‘ntrezzate
2 incrociarsi, intersecarsi (anche fig.): so’ ‘ntrezzate mane e piere
‘ntrucchià v. tr. e intr.
Attorcigliare, avvolgere, torcere; per traslato: ingrassare, metter carne; semanticamente il significato traslato di ingrassare è da collegarsi alla medesima idea di avvolgere che è un aggiungere,volgendo intorno e dunque consolidando ed aumentando, almeno visivamente, la cosa avvolta; etimologicamente è dal lat. intorquere attraverso una forma frequentativa intorculare→(i)ntorcluare→’ntrucchiare (tipico il passaggio di cl+ vocale a cchi: cfr. clausu(m)→chiuso clavu(m)→chiuovo (chiodo) etc.)
strevellà v. tr
Stravolgere, torcere (ma si dice quasi soltando parlando degli occhi: strabuzzare); etimologicamente da un lat. extra + (e)vèllere= tirar fuori che semanticamente è esattamente lo strabuzzare (con un successivo cambio di declinazione), piuttosto che da un fantasioso ipotizzato (D’Ascoli) *terebellare con prostesi di una s intensiva.
E qui penso di poter mettere un punto fermo, convito se non di avere esaurito l’argomento, di averne detto veramente ad abundantiam. Satis est.
Raffaele Bracale

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