domenica 23 febbraio 2020

FARSE CHIOVERE ‘NCUOLLO


FARSE CHIOVERE ‘NCUOLLO
Ad litteram: farsi piovere addosso; id est:  lasciarsi sorprendere da una situazione inaspettata e deleteria, senza aver preso o senza prendere le opportune cautele  e doverne sopportare tutte le disastrose conseguenze, alla stregua di chi  si lasci  sorprendere da un metaforico temporale, sprovvisto di parapioggia e pertanto  debba subire  le... umide conseguenze dell’acquazzone.
farse  letteralmente è farsi  nel senso di permettere che a sé (accada qualcosa);
chiovere = piovere dal lat. pluere→pluvere→chiovere  con tipico mutamento di pl in chi (cfr. platea→chiazza - plumbeum→chiummo etc.) ed epentesi di una v eufonica;
‘ncuollo = addosso e letteralmente  in + collo/sul collo:  
cuollo = collo dal lat. collum con tipica dittongazione della o breve: collu(m)→cuollo ‘ncuollo= (i)n+cuollo→’ncuollo= addosso.
Brak

FARE/FÀ “UNU RAPRUÉ”


FARE/FÀ “UNU RAPRUÉ

La carissima amica  M. P. F. (di cui per motivi di riservatezza, mi limito ad indicare le sole iniziali di nome e cognome) mi à chiesto notizie circa la desueta espressione in epigrafe; le  rispondo qui di sèguito augurandomi di contentare lei e qualche altro dei miei consueti ventiquattro lettori.
L’espressione antica e desueta  in epigrafe è un’evidente corruzione del parlato usata al posto di fare/fà unu rappulé/rapplé  a sua volta doppia morfologia d’un unica sostantivazione francesizzante  ricavata da un originario rappuliare= racimolare, raggranellare, raccattare e per estensione far man bassa d’ogni cosa, ripulire completamente; il verbo rappuliare (da cui il deverbale rappulé = gracimolo, raspollo, racchio) è un denominale del latino grappulus→(g)rappul(us); il passaggio semantico tra  ciascun rametto di un grappolo d'uva, piccolo grappolo d'uva, piccolo residuo di qualcosa (racimolo) e l’azione espressa con il racimolare, raggranellare, raccattare e per estensione far man bassa d’ogni cosa, ripulire completamente si coglie tenendo presente che del piccolo grappolo d’uva non se ne rimane che il raspo cosí come chi ripulisce qualcosa completamente non lascia che avanzi.M’auguro d’essere stato esauriente e chiaro, d’aver  contentata lei e qualche altro dei miei consueti ventiquattro lettori.
Satis est.
Raffaele Bracale

FANTUPPINO/A


FANTUPPINO/A
Come la voce maschile, cosí quella femminile[marcata sull’originario maschile]  sono voci desuete risalenti al tardo seicento nel significato di uomo/donna astuto/a, scaltro/a accorto/a, temerario/a aduso/a al contrasto continuato, all’opposizione per scelta di vita; è infatti usato furbescamente al femminile per indicare la donna/ragazza incline al reiterato   dissenso, all’ obiezione, alla reazione, alla  protesta,alla resistenza, al rifiuto;  etimologicamente la voce di partenza è quella maschile formata con il s.vo fante ed un derivato del verbo lat. opponere, comp. di ob 'contro' e ponere 'porre', con sovrapposizione di porre per modo che il fantoppino (e successivamente la fantuppina) viene ad essere il/la ragazzo/a che si oppone, che si mette contro.
Raffaele Bracale