domenica 1 novembre 2009

11° GIORNATA - JUVENTUS 2– NAPOLI 3
LI Ò VISTI COSÍ
Giornata esemplare, serata di godimento assoluto per tutti quegli autentici napoletani, degni di questo nome,e ne sono perciò esclusi i traditori Ciro Ferrara, per il quale la sconfitta è come un pugno in faccia, e Fabio Cannavaro, ‘o guappo d’’a Luggetta che anche ieri sera distribuí legnate impunite!, a dritta e mancina. Gli autentici napoletani invece uscirono dall’Olimpico torinese o spensero il televisore impazziti di sacrosanta gioia dopo che ‘e guagliune d’’o Napule avevano fatto ‘nu MAZZARRI tanto ai supponenti, spocchiosi, arroganti lebbrosi delinquenti della mefitica maglia bianconera! La gioia di noi tifosi partenopei è assolutamente incontenibile ricordando oltre tutto che l'ultima vittoria del Napoli a Torino era datata 20 novembre 1988, quando gli azzurri vinsero 5-3 grazie a una tripletta di Careca (30', 44' e 58') e reti di Carnevale (3') e Renica su rigore (85') mentre i gol juventini vennero realizzati da Galia, Zavarov e De Agostini su rigore (77'). Da allora, in sedici gare disputata in Piemonte, solo cinque volte il Napoli era uscito imbattuto; per cui la vittoria di ieri sera ci riempie di sano e santo orgoglio e legittima qualunque tipo di festeggiamento (in casa sul materasso e fuori in bar e/o ristorante, con scialo di strippate pantagrueliche, torroni e spumanti! ).
Ora, dopo d’aver dato sfogo alla giustissima gioia di tifoso di vecchissima data, entriamo nel merito, dicendo che anche ieri sera i napoletani recitarono il consueto copione delle ultime tre gare (era Mazzarri); entrarono in campo un po’ contratti e forse timorosi e poco mancò che dopo appena due minuti non andassero sotto quando Giovinco, infilatosi nelle larghe maglie della difesa che stava ancóra prendendo le misure e si stava sistemando, per poco non perforò De Sanctis che invece riuscí, con una provvidenziale uscita a chiudergli tutto l’angolo di tiro, costringendolo perciò a spedire la sfera fuori dello specchio della porta; poi i napoletani si sistemarono e per quasi tutto il primo tempo (sino al trentacinquesimo) riuscirono a tenere a bada le innocue ed inconcludenti scorribande della Juve ( e su tutti, in questo arginare giganteggiò Aronica ed un ottimo Gargano), ed anzi un paio di volte (con Denis) mise paura alla vecchia baldracca bianconera.Fortuna fu per la Juve che Denis non centrasse il bersaglio con due decise incornate quasi in fotocopia e ambedue le volte mandasse la sfera poco lontano dal palo basso alla destra di un Buffon fermo (impalato, forse, a pensare alla nascita del suo secondo erede);ma piú fortuna fu ancóra per la vecchia baldracca bianconera che Lavezzi appostato ambedue le volte proprio presso il palo, non trovasse tempo e modo di spedire la sfera nel sacco.Passato il pericolo, sembrò perciò tutto facile per i bianconeri che frattanto distribuivano coscienziose,scientifiche, ma impunite legnate su stinchi, schiena e fianchi dei napoletani; tra il lusco ed il brusco i bianconeri andarono immeritatamente in vantaggio con Trezeguet (lasciato colpevolmente solo da Paolo Cannavaro & soci, nell’area napoletana) al 35' del primo tempo. Nella ripresa raddoppiarono al 9' con Giovinco su di un sesquipedale erroraccio di Contini che di testa praticamente regalò al bamboccio juventino la comodissima palla del due a zero. Tutto finito? Neppure per sogno! Perché avrei parlato di solito copione? Fu allora che vennero fuori gli attributi di questo nuovo Napoli targato Mazzarri,questo Napoli che pare offra il meglio di sé quando sta sotto di una rete o due; ed infatti venne fuori tutto il nuovo Napoli con il cuore, con la grinta, con la personalità e con l’irruente coraggio di chi, sino alla fine ed oltre, non si arrende, cosí come vuole il grintoso,ma augurale, propizio Walter Mazzarri e come mai volle il lugubre, infausto Donadoni . Si vide dunque un Napoli fortissimo, brillante, incontenibile che demolí la spocchia bianconera ed annichilí la Juventus, zittendola, proprio lí nel catino dello stadio Olimpico torinese (dove pure la vecchia baldracca juventina aveva fatto polpette della Sampdoria), riuscendo ad espugnare Torino dopo 21 anni dall'ultima volta. S’ avutaje ‘o canisto e si passò dal due a zero al due a tre, per un'impresa dolce come un a stecca di torrone dei morti,divertente come una notte di Halloween, un’impresa che finirà negli annali della storia del calcio,vergata in gotico antico ed inchiostri purpurei, per l’importanza del risultato che vede (semel in anno) l’umiltà e la mitezza aver la meglio sull’arroganza e la violenza! Per dirla tutta e súbito la vittoria degli azzurri fu meritatissima, soprattutto per la grande personalità con cui i giovinotti partenopei giocarono la prima mezz’ora del primo tempo e tutto il secondo tempo tenendo testa ai violenti fallosissimi picchiatori juventini: su tutti il killer Chiellini e ‘o guappo d’’a Luggetta Fabio Cannavaro che – come son soliti fare anche indossando la maglia della nazionale – distribuirono legnate a dritta e mancina,e F. Cannavaro si aggrappò spesso e volentieri a Denis, strattonandolo continuamente e trascinandolo a terra in area bianconera sotto gli occhi d’un incredibile arbitro che nicchiò e lasciò proseguire consentendo agli juventini di fare il loro porco comodo! Ma non gli riuscí di mettere il bastone tra le ruote azzurre:Hamsik, con una doppietta (sette i suoi gol nella stagione) innalzò all’empireo gli azzurri, ma fu ancora una volta un cambio di Mazzarri a mutare il volto della partita: De Sanctis, al 14' della ripresa, aveva appena incassato il 2-0 di Giovinco (sul regalo clamoroso di Contini) ed il tecnico del Napoli preferí far entrare Datolo piuttosto che rischiare súbito una terza punta come Quagliarella. E Datolo si prese l’out sn e su quel lato non ci fu piú trippa per i gatti bianconeri, anzi lo sveltissimo argentino, tagliando diagonalmente a suo piacimento, si proiettò persino in area trovandosi pronto all’appuntamento per il 2 a 2 quando Buffon aveva respinto alla meno peggio l’ennesima zuccata di Denis sfuggito alla ringhiante coppia Chiellini – F. Cannavaro. Dicevo dunque che si scatenò il Napoli: in 5 minuti raddrizzò la barca: dapprima riaprí l’incontro con Hamsik (14') e poi raggiunse il due a due con Datolo (19’), ed addirittura ( per la serie: Io credo ai miracoli!)si prese l’intera posta con il gol partita sempre dello slovacco al 36'. Rammento che l’arbitro D’Amato a malgrado della spudorata direzione filobianconera nel finale non potette esimersi dall’espellere Amauri reo di avere proditoriamente e canagliscamente scalciato in volto De Santis che s’era tuffato tra i piedi di compagni ed avversarii a conquistare un pallone, nel concitato arrembaggio finale degli juventini che proprio non ci volevano stare a perdere!
Ma, come m’auguro avvenga piú spesso…in futuro, persero, alleluja, alleluja, alleluja! I lebbrosi juventini vennero domati dai baldi partenopei.
Vediamo, di questi ultimi, singolarmente meriti e demeriti.
DE SANCTIS 6 + Ieri fu affidabile; è vero che avrebbe potuto fare un po’ di piú sull’inzuccata non proibitiva di Trezeguet, ma fece due buone cose: la prima: chiuse l’angolo di tiro a Giovinco al secondo minuto di giuoco impedendogli il gol; la seconda: si tuffò tra i piedi di compagni ed avversarii a conquistare un pallone, nel concitato arrembaggio finale e si prese nell’occasione un calcione in faccia dal vigliacco Amauri,poi espulso.
CAMPAGNARO 5,5 Non fu in serata; può capitare anche ai campioni e forse ieri sera gli avrei preferito l’affidabile Grava ( 13 st DATOLO 7 Buonissimo! Entra e cambia la partita. Un gol ed un assist e mezzo. Chiamato a sostituire Campagnaro, prese egregiamente: il posto di Aronica che indietreggiò; Datolo si prese in consegna l’out sn e su quel lato non ci fu piú trippa per i gatti bianconeri, anzi lo sveltissimo argentino, tagliando diagonalmente a suo piacimento, si proiettò persino in area trovandosi pronto all’appuntamento per il 2 a 2! Che altro deve fare?)
P. CANNAVARO 5 Non fu in serata; sbagliò di testa e di piede e si lasciò sfuggire ora Giovinco, ora, colpevolmente e con danno!, Trezeguet.Nemmeno il confronto con il fratello Fabio lo stimolò: è un giocatore scarso e si vede. Avrebbe fatto meglio Mazzarri a schierare Rinaudo.
CONTINI 5,5 Anche lui non in serata: contratto o stranamente timoroso, sbagliò e non poco un paio di volte con Giovinco non «salendo»quando avrebbe dovuto e salvando dal fuorigioco Giovinco che fece quasi gol; peggiorò la faccenda quando, con un sesquipedale erroraccio, di testa praticamente gli regalò la comodissima palla del due a zero.Merita un turno di riposo. Confido in Santacroce.
MAGGIO 6 Abbastanza positivo.Giocò non pochi palloni e quando gli riuscí di arrivare a fondo campo o quasi il suo cross non lasciò a desiderare.Cercò spesso Denis che però non ebbe la necessaria fortuna costantemente contrastato come fu dai fallosi ed impuniti Chiellini e F. Cannavaro.
GARGANO 6 Finalmente senza errori nei passaggi o sbavature.Occorrevano rapidità, dinamismo e recupero di palla in mezzo al campo e riproposizioni e l'uruguagio non mancò il suo compito.
CIGARINI 6,5 Sovrastò, soprattutto nel secondo tempo, il suo dirimpettaio nella corsa, nella rapidità, nella regia che assicurò alla sua squadra. Mi sarei aspettato da lui anche qualche tiro dalla distanza, tiro che non venne. Ma va bene cosí, non si può avere tutto dalla vita!
ARONICA 8 – Senza contare i realizzatori dei gol, fu – a mio avviso - il migliore dei suoi. Coprí con profitto alternativamente l’aut ds. o l’out sn. difese benissimo quando retrocesse al posto di Campagnaro, sostituito da Datolo che prese la posizione iniziale dell’ex reggino che talvolta si propose, con qualche profitto, in avanti. All’inizio Aronica dovette vedersela con un cliente difficile e spigoloso come Camoranesi, ma uscito l'argentino gli andò molto meglio. Buona copertura, marcatura severa e anche buone progressioni.
HAMSIK 7,5 Importante se non determinante. À qualità e per questo sopravanzò tutti gli altri. Poco assistito,per buona parte dell’incontro non fece molto se si eccettuano alcuni eleganti scambi,sebbene in zona non pericolosa. Ma fece due gol, dimostrando di avere sotto porta fiuto del gol, senso della posizione favorevole e la freddezza che serve e non fece errori. Ritrovò autorevolezza, corsa e dribbling.
LAVEZZI 6 In avvio fu rapido, fece molto movimento ma fu fumoso; lo picchiarono continuamente ed impunemente; poi rallentò, quasi scomparve, ma seppe ripiegare e dare una mano quando ce ne fu bisogno.Si lamentò della sostituzione, ma perdoniamolo: è giovane e vorrebbe esserci sempre e comunque! ( 41° st PAZIENZA 6 S'oppose a chiunque gli capitasse a tiro con sufficiente buona ventura. Là in mezzo, infatti, il duello spesso lo vinse lui con chi fosse fosse: si chiamasse Diego, Camoranesi o Pincopallino. Fece quello che sa fare. E fu abbastanza.)
DENIS 6 + Utilissimo non solo in avanti dove tentò due o tre volte la via del gol quantunque picchiato e strattonato dai ringhianti Chiellini e F. Cannavaro), ma anche in difesa; mise la testa in occasione del pareggio costringendo Buffon ad una respinta di cui profittò Datolo. (24' st QUAGLIARELLA 5 Per quello che sa, o in questo momento può, si diede da fare, ma infruttuosamente).
MAZZARRI 7,5 Una mossa indovinata (l’ingresso di Datolo) e cambiò la gara.Quattro gare, dieci punti. Che altro si puó volere da quest’uomo che, con determinazione e fermezza, à dato un vero volto di squadra ad undici onesti giocatori solisti, trasmettendo loro grinta, cipiglio, combattività, risolutezza e fiducia in se stessi? Uomo di capacità ed esperienza approffittò di tutti gli errori bianconeri e diede una meritata lezione allo spocchiosetto Ciro Ferrara. Due soli gli errori, a mio parere: la scelta di Campagnaro al posto di Grava e quella di P. Cannavaro al posto di Rinaudo: ma si sa Campagnaro è un nome, è costato soldi e P. Cannavaro è raccomandato, ahinoi!
Arbitro D’AMATO 4 In evidente spudorata soggezione psicologica e nel timore di non poter piú arbitrare all’Olimpico di Torino o gare della Juve, si inventò falli inesistenti e fischiò ad capocchiam pericolose punizioni dal limite (per fortuna napoletana senza effetto); arbitrò a senso unico in danno del Napoli consentendo ai malnati delinquenti in maglia bianconera di picchiare ad libitum ed impunemente, ed abboccando con volontà e simpatia alle simulazioni e manfrine dei fottutissimi lerci lebbrosi juventini tra i quali in primis quel Diego, autentico figlio di perpatetica che à già imparato tutte le furberie in uso nel campionato italiano. Negò al Napoli un rigore enorme per sotterramento di Denis operato da F. Cannavaro. Non so come, per fortuna napoletana, gli sfuggí il contatto tra Contini e Camoranesi, contatto, per altro involontario dal quale l’argentino uscí malconcio! Né che m’aspettassi qualcosa di meglio: gli arbitri italiani sono i peggiori d’ Europa e tutti avversi alle squadre meridionali. E D’Amato non è certamente il miglior fico del bigoncio; permise ai ringhianti violenti pedatori juventini il loro consueto gioco proditorio ed intimidatorio, senza mai usare a tempo e luogo nei loro confronti i necessarii cartellini gialli o rossi. Fu costretto ad espellere Amauri, ma lo fece controvoglia e cercandogli scusa! Invoco arbitri tedeschi o svizzeri: tutti quelli italiani soffrono di soggezioni psicologiche!
Raffaele Bracale

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