domenica 23 gennaio 2011

VARIE 1005

1.Dicette Pulicenella: pe mare nun ce stanno taverne.
Disse Pulcinella: in mare(aperto) non vi sono ripari. Id est: occorre evitare di accingersi ad operazioni che non offrano nessuna possibilità di salvezza…
2.Scarte fruscio e piglie primera.
Cader dalla padella nella brace.
3.Va' dinto ê chiesie granne ca truove segge e scanne...
Va' nelle chiese grandi dove troverai sedie e scranni - Cioè: Chi vuol qualcosa lo deve cercare nei negozi piú grandi che sono i piú forniti.Per estensione: Chi vuole grazie o favori deve rivolgersi ai potenti in grado di assicurarglieli.
4.Femmene, ciucce e crape tenono tutte una capa.
Donne, asini e capre ànno tutti una medisima testa: sono ignoranti e testardi!
5.Ll'ommo cu 'a parola e 'o vojo cu 'e ccorne.
L'uomo si conquista con l’eloquio della parola (non con la violenza che occorre usare con le bestie),infatti il bue va preso per le corna.
6.'Ntiempo 'e tempesta, ogne pertuso è ppuorto!
In caso di necessità, qualunque buco può servire da porto!
7.Quanno 'o piro è ammaturo, cade senza turceturo.
Quando la pera è matura, cade senza il bastone. Il turceturo è un bastone fornito d’una forcella, atto a pigare il ramo al fine di scuoterlo per far cadere il frutto.Id est: Quando un'azione è compiuta fino alle sue ultime naturali conseguenze queste non si lasciano attendere e non ci sarà bisogno di particolari accorgimenti per venirne a capo!
8.Quanno chiovono passe e ficusecche.
Letteralmente: quando piovono uva passita e fichi secchi - Id est: mai. La locuzione viene usata quando si voglia sottolineare l'impossibilità di un accadimento che si pensa possa avverarsi solo quando dal cielo piovano leccornie, cosa che avvenne una sola volta quando il popolo ebraico ricevette il dono celeste della manna...
9.Chi ato nun tène, se cocca cu 'a mugliera...
Chi non à altre occasioni, si accontenta di sua moglie, id est:far di necessità virtú.
10.Nun sputà 'ncielo ca 'nfaccia te torna!
Non sputare verso il cielo, perché ti ricadrebbe in volto! Id est: le azioni malevole fatte contro la divinità, ti si ritorcono contro.
11.Chijarsela a libbretta.
Letteralmente:piegarsela a libretto. È il modo piú comodo dper consumare una pizza, quando non si può farlo comodamente seduti al tavolo e si è costretti a farlo in piedi. Si procede alla ripiegatura in quattro parti della pietanza circolare che assume quasi la forma di un libriccino a quattro fogli e si può mangiarla riducendo al minimo il pericolo di imbrattarsi di condimento. Id est: obtorto collo, per necessità far buon viso a cattivo gioco.
12.Vennere 'a scafarea pe sicchietiello.
Letteralmente:Vendere una grossa insalatiera presentandola come un secchiello.Figuratamente,la locuzione la si adopera nei confronti di chi decanti la nettezza dei costumi di una donna, che notoriamente invece è stata conosciuta biblicamente da parecchi.
13.S'è arreccuto/arrennuto Cristo cu 'nu paternostro.
Illudersi di cavarsela con poca fatica e piccolo impegno, come chi volesse ingraziarsi Iddio e trarlo dalla propria parte con la semplice recita di un solo pater; questa solo breve preghiera non arricchirebbe il Signore, né (con altra valenza)Lo indurrebbe ad arrendersi ed a concedere quanto desiderato e richiesto.
14.'E sàbbato, 'e súbbeto e senza prevete!
Di sabato, di colpo e senza prete! È il malevolo, poco caritatevole augurio che si lancia all'indirizzo di qualcuno cui si augura di morire in un giorno prefestivo, cosa che impedisce la sepoltura il giorno successivo, di morire di colpo senza poter porvi riparo e di non poter godere nemmeno dell’estremo conforto religioso!
15.A pesielle ne parlammo.
Letteralmente: Parliamone al tempo dei piselli -(quando cioè avremo incassato i proventi della raccolta e potremo permetterci nuove spese...) Id est: Rimandiamo tutto a tempi migliori.
brak

Nessun commento: