venerdì 22 gennaio 2021

VERMICIELLE SAPURITE CU PPIPERE E CCAPPUCCIA

VERMICIELLE SAPURITE

CU PPIPERE E CCAPPUCCIA

Eccovi una gustosissima ricetta con un particolare sugo crudo; è una  ricetta sia invernale che (se passata per frigo) anche estiva. Concorrono alla formazione del sugo alcuni tipici ingredienti tra i quali primeggiano i cosiddetti pipere (tipici peperoni dolci di forma conica), i cosiddetti puparuncielle ‘e sciummo (piccoli peperoncini verdi dolci o piccanti) il cuore di  cappuccia (caratteristica gustosa insalata da consumarsi cruda o cotta)

Nota:

Con la voce pipere plurale di pipero nella parlata  napoletana si identifica un tipo particolare di gustoso peperone,di vario colore (rosso, giallo, verde chiaro), non quadrilobato, ma di pizzuta forma conica allungata e di sapore piuttosto forte come dal nome che con derivazione dall’ acc.vo neutro tardo latino piper indica appunto un  peperone dal sapore intenso, quasi pepato.

Con il termine puparuncielle d’’o sciummo = peperoncini del fiume si intendono quei peperoncini verdi dolci o talora piccanti  che vengon coltivati, in Campania, su terreni argillosi adiacenti i  greti dei fiumi donde il nome: la voce sciummo = fiume deriva dal lat. flume(n ) con la tipica mutazione partenopea  del gruppo fl→sci  come altrove sciore←flore(m) etc.; la voce puparuncielle s.vo neutro pl. di puparunciello = peperoncino è un diminutivo del sostantivo puparuolo ottenuto aggiungendo alla radice pupar un infisso espressivo unci ed il consueto suffisso diminutivo ello; il sostantivo puparuolo = peperone, etimologicamente è un’alterazione fono-morfologica del lat. piper= pepe (per il sapore leggermente piccante dei peperoni);

cappuccia è l’italiano cavolo cappuccio varietà di cavolo che à le foglie unite a forma di grossa palla || Usato anche come agg. : cavolo cappuccio. forse il napoletano  à ceduto all’italiano la voce cappuccia derivata dal latino cappa  per la forma a cappuccio del relativo fiore; il s.vo  femm. cappuccia, mantenuta tale nel napoletano  è stato nell’italiano,  maschilizzato ed aggettivato diventando  cappuccio per concordarlo con il s.vo m.le cavolo.

E veniamo alla ricetta vera e propria dandone

Ingredienti e dosi per 6 persone

6 etti di vermicelli,

3 etti di cuore di cappuccia(cavolo cappuccio),

3  grossi piperi  (peperoni corno di bue uno rosso, uno giallo ed uno verde),

3 etti di peperoncini verdi lavati, asciugati, scapitozzati e privati di eventuali semini,

1 peperoncino piccante,lavato, asciugato, scapitozzato di picciolo e corona e tritato finemente,

8 grosse foglie  di basilico,

1 spicchio d’aglio mondato,

1 bicchiere d’olio d’oliva e.v. p. s. a f.,

2 cucchiai di pinoli tostati al forno (220°),

1 pugno + una presa abbondante di sale doppio,

pepe decorticato q.s.

procedimento

Si inizia mondando delle foglie esterne e troncando via il torso del cespo del cavolo cappuccio; si lava accuratamente il cuore di detta cappuccia, lo si asciuga  e lo si trincia a striscioline sottili che vengon poste in un’ampia insalatiera e condite súbito con mezza presa di sale doppio ed il peperoncino piccante,lavato, asciugato, scapitozzato e tritato finemente; a seguire si lavano ed asciugano i tre grossi piperi  (peperoni corno di bue uno rosso, uno giallo ed uno verde),si scapitozzano, si aprono longitudinalmente per eliminare semi e costoline interne, si riaccostano,si riducono a fettine/rondelle spesse mezzo centimetro e si aggiungono alla julienne di cappuccia; nel frattempo si pongono in un mixer con lame da umidi i  tre etti di peperoncini verdi lavati, asciugati, scapitozzati e privati di eventuali semini per ottenerne, aggiungendo aglio, basilico  olio e mezza presa di sale doppio, un pesto fluidissimo che verrà versato nella zuppiera  contenente cappuccia e piperi.

Nel frattempo si lessano al dente i vermicelli in otto litri di acqua salata(pugno di sale grosso) tenendo per coperchio della pentola la zuppiera con il suo contenuto di piperi e cappuccia; si sgrondano i vermicelli al dente, si versano nella zuppiera, si cospargono con i pinoli tostati  e con il  pepe decorticato, si rimestano e si impiattano, servendoli caldi d’inverno, mentre d’estate vanno fatti transitare per un’ora in frigo.

Vini:  secchi e profunati bianchi campani ( Solopaca, Capri, Ischia, Falanghina, Fiano, Greco di Tufo) freddi di frigo.

 Mangia Napoli, bbona salute! E scialàteve!

 

raffaele bracale

  

 

 

 

 

Nessun commento: