giovedì 11 febbraio 2021

'A CHIENA I 'A VACANTE

‘A CHIENA I ‘A VACANTE

 Su precisa richiesta dell’amico R.S. (i soliti problemi di riservatezza mi impongono la sola indicazioni delle iniziali di nome e cognome...) prendo qui in esame l’espressione in epigrafe.

Essa tradotta letteralmente sta per la piena e la vuota ed è usata per   significare  l’alternanza di cose buone e cose cattive in riferimento ad azioni che pur partendo da medesime premesse si evolvano diversamente ora in maniera positiva (‘a chiena), ora in maniera negativa (‘a vacante).  Si tratta di  un’espressione antichissima  che risale addirittura al 1500 al tempo delle grandi comunità monastiche che vivevano delle elemosine risultanti dalla quotidiana questua che i monaci facevano muniti di sacco, gerla o coffa. Tale cerca fatta   per assicurare  i diurni  bisogni della comunità monastica era piú o meno produttiva a seconda della laboriosità o capacità persuasiva  dei monaci addetti e capitava che a sera  alcuni tornassero con la gerla piena ed altri con la coffa vuota ed il priore giudicando le raccolte depositate ai suoi piedi soleva  prendeva provvedimenti contro i monaci meno laboriosi che tornavano al convento con la cesta vuota, assegnando loro penitenze anche dure.

Esaminiamo le voci incontrate.

chiena  ag.vo f.le (il m.le è chino)= piena, colma,ricolma, zeppa, carica; trattasi di un aggettivo, ma usata con l’articolo (‘a chiena) e priva di sostantivo di riferimento funge da s.vo neutro nel significato di cosa buona, faccenda positiva  etimologicamente è voce dal lat. plena(m) con tipico esito del digramma  pl in chi (cfr. platea→chiazza - plumbeum→chiummo - pluere→chiovere – plattu-m→chiatto etc.) e dittongazione ě→ie.

vacante ag.vo m.le e  f.le = vuoto/a, privo/a,insulso/a, insipiente, libero/a; trattasi di un aggettivo, ma usata al femminile  con l’articolo (‘a vacante) e priva di sostantivo di riferimento funge da s.vo neutro nel significato di cosa cattiva, faccenda negativa  etimologicamente è il part. pres.  del verbo  lat. vacare 1essere vuoto, libero, sgombro, non occupato
2 (detto di un bene) essere a disposizione
3 (di una carica) essere vacante
4 essere esente da, essere immune
5  mancare, essere senza, essere privo di;

cerca s.vo f.le =
1 il cercare: andare, essere, mettersi in (o alla) cerca di qualcosa, di qualcuno |

(ant.) 2ricerca, perlustrazione
3 (eccl. come nel caso che ci occupa) la questua svolta dai religiosi di ordini mendicanti,

4 azione del cane da caccia di fiutare e stanare la selvaggina;  

etimologicamente è voce deverbale del lat. tardo circare 'andare intorno', deriv. di circa 'intorno'.

questua s.vo f.le = il chiedere l'elemosina; la raccolta delle elemosine;

sinonimo della voce precedente nell’accezione sub 3 etimologicamente è voce deverbale di questuare che è   un derivato del lat. quaestus 'ricerca, spec. di denaro', deriv. di quaerere 'cercare'.

sacco s.vo m.le = 1 recipiente di tela, carta o plastica, lungo e stretto, aperto in alto, usato per conservare o trasportare materiali incoerenti, o comunque sciolti

2 la quantità di roba contenuta in un sacco

3(fig. fam.) grande quantità;

4 tela ruvida, grossolana con cui si fanno i sacchi; per estens., abito confezionato con tela molto rozza e indossato per penitenza, oggi solo dagli appartenenti ad alcuni ordini religiosi

5 (estens.) nome dato a recipienti od oggetti che ricordano la foggia di un sacco comune, o che sono adibiti a uso analogo

6 (sport) nel pugilato, attrezzo da allenamento, costituito da un involucro gener. in pelle riempito di sabbia, che, sospeso da terra, viene colpito per rafforzare la potenza dei pugni

7 scherzo diffuso in collegi, caserme ecc., che consiste nel formare nel letto, con il lenzuolo di sotto, una specie di sacco invisibile all'esterno, in modo da impedire di infilarvisi completamente

8 (scient.) nome di vari organi a forma di sacco; cavità, anatomica o patologica, in tessuti od organismi animali o vegetali

9 (pop.) stomaco, ventre

10 saccheggio:

11 antica misura per aridi, in uso in Italia, con valore oscillante tra i 73 e i 130 litri circa
12 (gerg.) mille lire.

etimologicamente è voce  dal lat.  saccu(m), che è dal gr. sákkos, di orig. fenicia

 

gerla  s.vo f.le =  cesta a forma di cono rovesciato, usata spec. nei paesi di montagna, ma anche altrove soprattutto in paesi agricoli per il trasporto di roba varia; si porta sulla schiena assicurata alle spalle con due cinghie; etimologicamente è voce  dal lat. volg. *gerula(m), deriv. del class. gerere 'portare'

coffa s.vo f.le =
1 nei velieri e anche nelle navi a propulsione meccanica, piattaforma sopraelevata che s'innesta negli alberi ed è destinata ad accogliere uomini di vedetta, strumenti di segnalazione e talvolta anche armi leggere
2 (ant. , region.come nel caso che ci occupa) paniere, cesta.

etimologicamente è voce  dall'ar. kuffa 'cesta', che è dal gr. kóphinoscofano.

A margine diquesta voce rammento un’espressione napoletana imperniata sul s.vo cuffiate (derivato anch’esso quale denominale dall’arabo kuffa 'cesta'; ecco l’espressione: pure ‘e cuffiate vanno ‘mparaviso

Anche i gabbati vanno in Paradiso

Locuzione proverbiale usata a mo’ di conforto dei corbellati per indurli ad esser pazienti e sopportare chi gratuitamente li affanna , atteso che anche per essi derisi  ci sarà un gran premio: il Paradiso.

Cuffiate plurale di cuffiato =deriso, corbellato; etimol.: part.pass. di cuffià che è un denominale  dell’arabo kuffa=corbello.

E con ciò penso d’avere esaurito l’argomento, contentato l’amico R.S. ed interessato qualcuno dei miei ventiquattro lettori. Satis est.

R.Bracale

 

 

 

 

 

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