sabato 19 settembre 2020

FUTTETÉNNE!

FUTTETÉNNE!

Letteralmente: Infischiatene, non dar peso, lascia correre, non porvi attenzione. È il pressante invito a lasciar correre dato a chi si sta adontando o si sta preoccupando eccessivamente per quanto malevolmente si stia dicendo sul suo conto o si stia operando a suo danno. Tale icastico invito fu scritto dai napoletani su parecchi muri cittadini nel 1969 allorché il santo patrono della città, san Gennaro, venne privato dalla Chiesa di Roma della obbligatorietà della "memoria" il 19 settembre con messa propria. I napoletani ritennero la cosa un declassamento del loro santo e allora scrissero sui muri cittadini: SAN GENNA' FUTTETENNE! Volevano lasciare intendere che essi, i napoletani, non si sarebbero dimenticati del santo quali che fossero stati i dettami di Roma.

A margine di tutto ciò mette conto rammentare che il verbo fottere [infinito da cui trae l’imperativo in epigrafe (addizionato  da un  nne  pronome atono neutro) con derivazione dal lat. futtěre per il cl. futuěre significa in primis coire, possedere carnalmente una persona, copulare e per estensione semantica ingannare, imbrogliare, truffare. Tanto chiarito, per comprendere quale sia il collegamento semantico tra l’espressione in esame: “impipatene” con il coito o il rapporto carnale  occorre entrare nell’ordine di idea che il copulare è inteso un divertimento, un piacere , un sollazzo, uno spasso,   un gioco,una distrazione , un passatempo tutte cose che non vanno prese sul serio per cui suggerire a qualcuno di impiparsene di qualcosa vale dirgli di  non curarsene, di non darle importanza tanto, quale che sia,  si tratta di un giuoco!

Satis est.

R.Bracale

 

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