sabato 18 aprile 2020

SFRIDDÀ O FÀ SFRIDDO


SFRIDDÀ O FÀ SFRIDDO

Questa volta è stato il cortese  amico G. J. O. (i consueti problemi di riservatezza mi costringono ad indicare solo le iniziali di nome e cognome) a  chiedermi via e-mail di chiarirgli  significato e portata dell’ espressione partenopea   in epigrafe. L’accontento súbito augurandomi di interessare altresí anche  qualcun altro dei miei ventiquattro lettori ed entro súbito in medias res dicendo che in primis l’espressione sfriddà o fà sfriddo  si riferisce tecnicamente a quel tipico, direi fisiologico  calo quantitativo che una merce, un materiale, un prodotto alimentare  subisce durante la lavorazione, il trasporto o la stasi in magazzino, calo che su molte confezioni viene indicato  con una dicitura ad hoc: prodotto soggetto a calo di peso.
Per traslato poi  furbescamente e sarcasticamente  l’espressione è usata (e questa penso sia l’accezione che interessa a l’amico) per risentirsi, prendersela, indispettirsi, urtarsi, aversela a male per l’atteggiamnento di  chi,  per cattiva volontà, dopo d’aver promesso di tenere un atteggiamento munifico o compartecipativo, receda dal promessa e non mantenga la parola data quasi che la sua volontà  si sia affievolita in quanto abbia subíto un fisiologico  calo di peso.
sfriddo  s.vo m.le  = Calo quantitativo (e talora consumo, logorío) che prodotti, materiali, merci, ecc. subiscono durante il magazzinaggio, il carico e lo scarico, la lavorazione, o, quando si tratti di organi meccanici, per l’attrito e il logorio conseguente al loro stesso funzionamento.
Con sign. concreto, l’insieme dei residui o cascami che risulta dalla lavorazione di legname, metalli, pelli, carta, fibre tessili, ecc.; voce etimologicamente da un basso lat. fredu(m) 'tassa concordata con il fisco, spesa da sostenere obtorto collo' con protesi di una s intensiva/durativa e raddoppiamento espressivo dell’ occlusiva dentale sonora (d). Va da sé che il verbo sfriddà = calare, diminuire, assottigliarsi  è un denominale del medesimo  basso lat. fredu(m).

E qui penso di poter far punto convinto d’avere esaurito l’argomento, soddisfatto l’amico G. J. O.  ed interessato qualcun altro dei miei ventiquattro lettori e piú genericamente  chi dovesse imbattersi in queste due paginette.Satis est.
 Raffaele Bracale

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