sabato 14 marzo 2020

MARE A CCHI À DDA AVÉ E VVIATO A CCHI À DDA DÀ!


MARE A CCHI À DDA AVÉ E VVIATO A CCHI  À DDA DÀ!
Questa volta è stato ancóra  il  caro amico P. G. (i consueti problemi di riservatezza mi costringono ad indicare solo le iniziali di nome e cognome) a  chiedermi via e-mail di chiarirgli  significato e portata dell’ espressione partenopea   in epigrafe che l’à lasciato alquanto perplesso atteso che d’acchito quanto affermato nella locuzione appare contrario ad ogni logica corrente, giacché – nell’inteso comune – si ritiene che sia beato un creditore [cioè colui che deve avere] piuttosto che  il debitore [colui che deve restituire ]. In realtà – a ben considerare, cosí come accade nella visione partenopea dell’esistenza -  le cose stanno (e giustamente!) nel modo diametralmente opposto. Spieghiamoci: la locuzione recita: Male (compete) a colui che deve ricevere, (mentre è) beato colui che deve dare (qualcosa)! Id est: il creditore sta messo peggio del debitore; in effetti il debitore sta godendo d’un bene ricevuto ed anche se è oberato dall’obbligo  di doverlo  restituire o conferirne il corrispettivo à dalla sua il fatto di non doverlo fare súbito e/o in tempi rapidi e – quand’anche ciò fósse - à dalla sua l’augurio di buona salute che gli riserva il creditore preoccupato, in caso di infausto esito della vita del debitore, di veder volatilizzato con lui il suo credito;al contrario il meschino creditore che à elargito qualcosa sta nella condizione sfavorevole attendendo una restituzione o un pagamento  che non sa se e quando avverranno; nelle more per certo  gli saranno indirizzate le maledizioni del debitore che augurandosi un decesso del creditore, ritiene di liberarsi, con esso, del proprio debito per cui giustamente Mare a cchi à dda avé e vviato a cchi à dda dà!(Male (compete) a colui che deve ricevere, (mentre è) beato colui che deve dare (qualcosa))!  
mare  forma rotacizzata osco-mediterranea di male s.vo m.le [ dal lat. malum «male fisico o morale», rifatto secondo male avverbio] In senso ampio, il contrario del bene, tutto ciò che arreca danno turbando comunque la moralità o il benessere fisico ed è perciò temuto, evitato, oggetto di riprovazione, di condanna o di pietà, ecc.
viato agg.vo m.le e s.vo m.le  [dal lat. beatus, propr. part. pass. di beare].1 in primis  benedetto, eletto. 2. ( per estensione)  contento, felice, gioioso, lieto.  estasiato,appagato, sereno, soddisfatto, spensierato, tranquillo.     
E qui penso di poter far punto convinto d’avere esaurito l’argomento, soddisfatto l’amico P.G. ed interessato qualcun altro dei miei ventiquattro lettori e piú genericamente  chi dovesse imbattersi in queste paginette.Satis est.
 Raffaele Bracale

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