domenica 23 febbraio 2020

FÀ ‘NA ZARZUELA


FÀ ‘NA ZARZUELA
Ancóra  una  volta tenterò di dare adeguata risposta ad un  quesito dell’amico P.G. (al solito, motivi di riservatezza mi impongono di  riportar solo le iniziali di nome e cognome di chi mi scrive per sollecitar ricerche) che mi à chiesto di mettere a fuoco portata, significato e valenza dell’ antica espressione partenopea  in epigrafe,ormai desueta , ma che un tempo fu d’uso corrente  ed oggi talora  ancóra si può cogliere sulle labbra dei napoletani d’antan.L’espressione fu usata in maniera sarcastica nei confronti di persona (per solito donne) che, ciarliera e parolaia,  nel riferire di un argomento, nel vano tentativo di renderlo piú interessante,  lo infiorasse ad libitum di particolari incongrui , aggiunte incoerenti, incongruenti, inconseguenti,quando non  scombinate, sconnesse (perché il piú delle volte erano chiaramente inventate di sana pianta)  facendolo lievitare a dismisura, facendone insomma una sorta di zarzuela che di per sé  originariamente  fu  un’operetta, e genere di operetta, caratteristica della Spagna, costituita da musica, danza e prosa, sorta nel 16° sec. ed affermatasi nell’Ottocento, con temi e toni realistici, serî o giocosi e spesso satirici, di ambiente;Il termine zarzuela è un derivato di zarza «rovo» dal nome del palazzo Real Sitio de la Zarzuela a Madrid, ricco di verdi roveti che in passato fu residenza di riposo (ed oggi  è sede ufficiale) della famiglia reale, dove -  al tempo del Re Filippo IV (Valladolid 1605 -† Madrid 1665) - la zarzuela fu rappresentata per la prima volta. Quel tipo di rappresentazione, nei secoli successivi, emigrò anche a Napoli dove ebbe tra i suoi interpreti  il comico di varietà Nicola Maldacea  (Napoli 1870 - †Roma 1945), ma non vi riscosse il successo sperato ed il termine zarzuela entrò a far parte dell’icastico linguaggio popolare non come genere di spettacolo, ma quale sinonimo di lungaggine fastidiosa, di verbosità inutile,  di prolissità importuna, ridondanza molesta e  noiosa, sbrodolamento scocciante. Ritengo tuttavia che sarebbe auspicabile rimettere in uso l’espressione illustrata atteso che il termine zarzuela si attaglia perfettamente a tanti ciarloni (politici e/o pennaruli) dell’etere che oggidí pontificano dai teleschermi!     E qui giunto mi fermo convinto d’avere esaurito l’argomento,  d’aver adeguatamente risposto al quesito dell’amico P.G.   e sperando d’avere interessato  i miei consueti ventiquattro lettori.
Satis est.
R.Bracale Brak

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